Si chiama giornale politico, ma non s'interessa soltanto della politica. Oh! credete davvero che gli uomini politici valgano gran cosa, e che il giornale sia addirittura a servizio di costoro? Che servizio d'Egitto! Ognuno può essere l'eroe del giornale. Fate qualche cosa di straordinario, di sbalorditivo in bene o in male, e il giornale vi apre le braccia.

Riuscite con astuzia a frodare dei milioni come madama Hubert? vincete il primo premio alla lotteria nazionale? vi elevate a 2000 metri con l'aeroplano senza rompervi o anche rompendovi la nuca del collo? scovrite o fingete di scovrire il polo Nord? il giornale vi mette in prima pagina. E non fa lo schizzinoso, nè si fa vincere dagli scrupoli. La prima pagina, i grossi caratteri sono per tutti quelli che stordiscono il pubblico. Ladri o assassini, viaggiatori o scienziati, grandi furbi o grandi minchioni: tutti al posto di onore.

Che? siete protagonista di un dramma passionale? Bazzica! Domani tutti sapranno il vostro nome, cognome e paternità, tutti vedranno la vostra riverita effigie.

E il giornale non si contenta di lumeggiare, ricostruire, alterare il dramma, ma vuole l'antefactum, vuol sapere il vostro passato, i vostri parenti, la vostra posizione finanziaria e sociale, e fruga nelle corrispondenze, e interroga amici, nemici, domestici.

Guai a chi cade sotto i suoi artigli! Il giornale nella sua fretta è perito, giudice, spia, inquisitore. Voi siete libero di fare quello che volete; ma cauto, sa! Se domani il giornale ne ha un piccolo sentore, state fresco! Quello screanzato porta in processione i fatti vostri, che se sono straordinarî, andranno in prima pagina, con grossi caratteri cubitali; se comuni, in terza pagina, dove tutte le piccole notizie si ammassano senza pietà e senz'ordine, dove sono messi alla rinfusa tutti quelli che muoiono, che viaggiano, che impazziscono, che si divertono, che rubano, che si uccidono, senza destare molto interesse.

Il giornale dunque è come l'orologio, che vi segna ora per ora, minuto per minuto tutto ciò che gli uomini hanno fatto ieri; è come uno specchio, in cui per un momento appaiono le scene liete e dolorose di un giorno.

Ma quale contrasto bizzarro ne vien fuori!

Sono delle vedute cinematografiche che si succedono con una velocità vertiginosa e che non vi danno neppure il tempo di raccogliere le vostre impressioni: mentre vi affligete per un macabro delitto, un'avventura comica di due giovani sposi vi fa smascellare dalle risa; qui uno scontro ferroviario vi strazia l'animo, più sotto un pranzo coi fiocchi vi stuzzica l'appetito.

Nè mancano le scenette comiche. Il giornale vuole che il pubblico faccia buon sangue. Vedete: a Parigi un poliziotto ruba ed è incaricato di scovrire il ladro; a New York una signorina pretende dai fratelli Wright duecentoventicinque mila lire, perchè l'aeroplano di quei signori le ha rotto il naso; a Roma una donna di 112 anni mette per la seconda volta i denti.

E questi fatterelli, questi aneddoti non mancano mai. Ogni giorno c'è lo spunto di una commedia o di una farsa. Signor Antona Traversi, signor Butti, signor Testoni, signor Lopez, invece di stillarvi il cervello per mettere su certe tele, spesso inverosimili, leggete la cronaca del giornale.