Piangerò, arderò, canterò sempre.

Finchè morte e fortuna il tempo stempre.

All'ingegno, occhi e cor, fuoco e pianto.

Fortunatamente la morte, più pietosa del Collatino, venne e la povera Stampa cessò di piangere e di cantare.

In ultimo si presenta la Gambara, la quale in mezzo alle noie del suo piccolo stato, spesso tocca la lira. È una donna di animo virile, che canta in una forma piuttosto classica, ispirandosi all'arte greca e latina, di cui è amantissima.

Appena le muore il consorte riveste di nero gli appartamenti, i cocchi, i cavalli e anche... la lira; ma non si avvilisce, non si dispera: chi si dispera, si danna e lei vuol andare invece in paradiso per rivedere lo sposo:

La tema di non andar ove il bel viso

risplende sopra ogni lucente stella,

mitigato ha il dolor

sperando in paradiso