Insomma ogni giorno non manca l'articolo letterario, una primizia poetica, la recensione di un libro nuovo, una conversazione scientifica. E come se ciò non bastasse, un'intera colonna per riassumere gli articoli più importanti delle principali riviste del mondo.
Leggendo per un paio di anni questa quotidiana enciclopedia, senza toccare altri libri, avete già l'aria di uomo colto e in pubblico farete sempre bella figura. La scienza spicciola, che si acquista senza studio e senza lavoro, è qui!
Oggi è inutile comprare libri, è inutile starsene a tavolino dieci ore al giorno per fare una provvista di scienza. Le provviste son sempre pericolose: aggravano il cervello e rovinano la salute. E poi, che bisogno c'è di provviste? Il giornale è lì pronto a servirvi. L'anno scorso, ad esempio, tutti si preparavano a ricevere la non gradita visita di una signora celeste, un po' capricciosa, e, diciamolo pure, un po' pettegola; non per niente la cometa è di genere femminile, mentre i pianeti e il sole, più serî, più ordinati, sono dell'altro genere, cioè del genere nostro!
Intanto, in quei giorni di trepidazione chi vi mise al corrente di ogni cosa? Lo so, voi siete una persona colta, avete fatto i vostri studî, ma vi ricordate più una parola di astronomia? No. Ebbene il giornale, senza darsi l'aria di un maestro, vi disse che cosa è la cometa, che cosa è la chioma, che cosa è la coda, di che si compone l'una e l'altra; quanto è lunga, quanto è larga, quanti chilometri percorre al secondo, quanto dista dal sole, quanto dista dalla terra; e qui fotografia, disegni, interviste con i migliori astronomi del mondo.
In tutti i circoli, in tutti i caffè non si parlava che della cometa. Se a quelle conversazioni avesse potuto assistere Galileo, avrebbe esclamato pien di maraviglia: “Corbezzoli, gli italiani son tutti astronomi con i fiocchi!„
E durante il colera? Il giornale avrebbe dovuto semplicemente informarci dei casi e dei decessi quotidiani, magari alzare un po' la voce con il Governo e con le autorità, che nei momenti del pericolo dormono o fingono dormire, per risvegliarsi poi quando S. M. il Re spande Croci e Commende; ma il giornale fece molto di più: alzò cattedra d'igiene. Quali cibi bisogna mangiare, quali saggiare appena, quali evitare. Niente frutta, niente pesci! Attenti alle sbornie, alle indigestioni! Pulizia, pulizia interna ed esterna!
L'Ufficio Generale d'Igiene, vedendo che il colera si ostinava a voler passare anche la stagione autunnale fra noi, si decise finalmente a pubblicare dieci milioni di opuscoli. Li consegna al Ministero dell'Interno, il Ministero dell'Interno li manda ai Prefetti, i Prefetti ai Sottoprefetti, i Sottoprefetti ai Sindaci, i Sindaci ai brigadieri delle Guardie Municipali... Ditemi la verità, quando riceveste l'opuscolo? Non vi ricordate? Io lo ricordo e lo dico: ebbi l'opuscolo nel mese di dicembre, quando il colera ritornava in Siberia per le sante feste natalizie.
Per fortuna nè io, nè voi avevamo bisogno di questa elemosina che ci viene da Roma. Il giornale, vero e pronto ufficio d'igiene, ci aveva per tempo armati contro il comune nemico!
Ma per tutto questo materiale non bastano quattro pagine; bisognerebbe racchiuderlo in un caratterino minuto, microscopico. No, il giornale non fa economia di carta, nè vuole che stentiate a leggere. Non bastano quattro pagine? sei; non bastano sei? otto. E tutta questa roba ben condita, per un soldo, per cinque soli centesimi!
Ecco perchè si dice che il giornale ha ucciso il libro. Ma non è vero. Il giornale non uccide: è il libro che si ritira, è il libro che ha riconosciuto il suo torto. E sapete qual'è questo torto?