No, non può restare in quel paesello, ella vuole la sua parte di sole e di gloria. E quanto la Bisi la presenta all'Italia, l'umile maestrina lascia i quaranta scolaretti stizzosi e poltroni e si consacra all'arte. Non si nasconde sotto un pseudonimo. Nascondersi! e perchè? Mi chiamo Ada: sono una donna, come tua sorella, come la tua sposa. Che! non ho anch'io un cuore che palpita?
E non solo la Negri coltiva con successo le lettere.
Guardate: quello scaffale a destra è pieno di libri di donne.
Ecco le poesie della Fusinati e della Brunamonti, le due care poetesse che accordano in bell'armonia i santi affetti domestici col sacro amor di patria. Sono due mamme, due buone mamme; l'una un po' austera per la sua forma classica e, quasi direi, aristocratica; l'altra più dolce anche quando tocca la molla potente dell'amor di patria. Qui gli Amanti e l'albero della Cuccagna di Matilde Serao, di questa instancabile lavoratrice, vero ritratto della vita napoletana; là gli Innamorati della Contessa Lara. Povera Evelina! vittima delle proprie passioni, avventuriera per natura, trascorse una vita infelice. Leggete i suoi versi: sotto quell'ardore sensuale, sotto quella sete di voluttà peccaminosa si sente una voce di tristezza languida. È rimorso? è disgusto? Lasciamola in pace nella sua tomba insanguinata, ricordando per lei quella massima del Vangelo, tanto sublime e tanto modernamente giusta: molto le va perdonato, perchè molto ha amato.
Qui due nitidi volumi della Deledda. Come è simpatica questa giovane sarda! Le popolane della sua isola, ignoranti e superstiziose, gridano allo scandalo, vedendo che una fanciulla si è data a scrivere libri. Ella intanto, rinchiusa nella sua romita Nuoro studia, studia indefessamente e senza essere ascritta ad alcuna conventicola letteraria, senza la comoda reclame di amici, arriva a farsi un buon nome nell'arte, rievocando con i suoi romanzi il passato glorioso della sua isola. Noi abbiamo sempre creduto che la Sardegna fosse un covo di briganti, una terra semi selvaggia. La Deledda ci dice: no, vi siete ingannati, i sardi non sono briganti, sono uomini forti, uomini di cuore.
Qui un numero della Moda del giorno fa pensare a Donna Paola, questa brillante e bizzarra scrittrice. Sentite: se il feminismo va avanti, nel 2000 le signore e le signorine saranno tutte sul tipo di lei. Poveri uomini! avrete che fare con delle donne spregiudicate e originalissime.
Curioso! tra le Tempeste della Negri e i Momenti lirici dalla cara e sventurata Aganoor, ecco le poesie erotiche e scarmigliate di Annie Vivanti, la quale con un forte spintone del Carducci fu messa in prima fila e brillò come un pianeta. Ma oggi che il dittatore è morto, la poverina si trova a disagio e ha pensato bene a ritirarsi e a non aprir più bocca: scrive romanzi, sì, ma non canta più.
Là, in fondo Le liriche di Luisa Anzoletti, di questa simpatica trentina, che educata allo studio profondo dei classici, riveste di eletta forma le dolci aspirazioni del suo cuore. Cattolica per convinzione, canta la carità, l'amore per tutti, e dedica i suoi versi alle
genti meste
Che lagrimar non vidi indarno mai!