Sentite: se entrando in una stanza da studio, non trovate sul tavolo il vocabolario, dite subito: “Qui non si legge, nè si scrive„! Infatti è mai possibile leggere o scrivere, senza ricorrere a lui, consigliere, maestro, despota del nostro patrio linguaggio?

La legge ha il Codice, la Chiesa il Concilio di Trento, la lingua il vocabolario. Potete rasentare il codice, ignorare il Concilio di Trento, ma il vocabolario, no. Dal giorno che avete incominciato a scrivere due parole siete suo suddito.

Che dittatore, che autocrate! Non discute, decreta; non consiglia, comanda. Il giudice per formulare e rafforzare la sua sentenza richiama articoli e testi unici; il vocabolario non ha bisogno di altre autorità: è lui la Legge, lui la Cassazione, lui l'Alta Corte.

Come è modesto nella sua grandezza, come è superbo nella sua pedanteria! Sempre pronto alle vostre chiamate, sembra un servitore, ed è un padrone!

Non è botanico e vi parla di piante; non è medico e vi fa conoscere le malattie, cui andate soggetto; non è un Santo Padre e vi descrive il Paradiso. Entra nei postriboli e nelle chiese, vi porta in mare e in cielo! Che verista! Ciò che voi non avete il coraggio di dire neppure con gli amici più intimi, egli lo dice, senza sottintesi, a tutti: lo dice ai vecchi, agli adulti, ai ragazzi, alle fanciulle. Non ha scrupoli, nè reticenze, non professa nessun sistema, non appartiene a nessuna scuola, non impone nessuna morale. Dite quello che volete; predicate in chiesa o nella camera del lavoro; calunniate o incensate; pregate o bestemmiate; educate o corrompete; incitate alla guerra o consigliate la pace: il vocabolario vi seconda sempre.

Cattolici, protestanti, ebrei, panteisti, razionalisti, modernisti, massoni, atei: aprite il vocabolario; per formulare a dovere il vostro credo, avete bisogno di lui!

Monarchici, repubblicani, socialisti, anarchici, terroristi, nichilisti, il vocabolario! Per predicare il vostro verbo, dovete ricorrere a lui.

Che gran complice! Eppure chi glie ne fa una colpa? chi lo chiama responsabile delle utopie, delle stranezze, dei paradossi, delle abberrazioni che si pensano e si scrivono?

Il vocabolario, pure essendo di tutti i colori, di tutte le tendenze, resta sempre il grande areligioso, apolitico, amorale. È l'unico libro, che mentre fornisce a tutti il materiale, può, in ogni quistione, in ogni polemica, esclamare come Pilato: — Io me ne lavo le mani! —

Questo furbo non fa che definirvi le parole, registrarvi le frasi, i motti, i proverbi. Non tenta, non solletica, non seduce; siete libero di scegliere ciò che volete: ne ha per tutti i gusti.