Signor Ministro, il giorno in cui lascerete la Minerva, potrete dire ad alta voce: Ho salvata la lingua!
Ma che, voi fate boccuccia! Non vi va, è vero? Ebbene, questo aureo e salutare progetto di legge lo farò proporre dal Deputato del mio collegio, cui parlerò alla vigilia delle prossime elezioni generali. Son sicuro che mi dirà di sì, salvo a vedere se il furbo manterrà la parola. Sanno così bene promettere e non mantenere i nostri Onorevoli!
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Tempi beati i nostri! Oggi con dieci, quindici lire avete fino in casa il vostro bravo vocabolario della lingua italiana. Non vi piace il Fanfani? comprate il Petrocchi. Non vi garba il Petrocchi? eccovi il Rigutini. Volete il nuovo vocabolario del Giorgini e del Di Broglio? Padronissimo.
Del resto tutti seguono lo stesso metodo. Dopo aver data la spiegazione di una parola, vi mettono sottocchio proverbi, motti, frasi, in cui sempre artisticamente è incastrato quel vocabolo.
Un esempio pratico. Che cosa significa mano? Mano — direte voi — significa la mano. È vero. E nient'altro, proprio nient'altro?
Aprite il Fanfani. Due pagine fitte, quattro colonne, per questa parola. Significato ufficiale: membro dell'uomo, attaccato al braccio e per cui mezzo fa tutte le sue operazioni. Significato speciale per i medici: tutto l'organo possessorio che suddividesi in omero, cubito e mano estrema; per i costruttori di corda: forca di ferro, con la quale si tiene il filo nella conca, quando si vuole incatramare.
Ma basta con i significati, diamo piuttosto uno sguardo alle frasi.
Noi tutto facciamo con la mano. Il Montaigne, non so se per il primo, ebbe la pazienza di notare tutto ciò che l'uomo fa con la mano.
“Con la mano — egli dice — si domanda, si supplica, si rifiuta, s'interroga, si dubita, si teme, si insegna, si comanda, si imita, si dà coraggio, si accusa, si condanna, si assolve, si disprezza, si sfida...„ e continua così per una pagina, conchiudendo trionfalmente “la mano gareggia con la lingua nelle molteplici sue variazioni„.