E sì, una lingua per tutti.

Avete mai pensato in quante lingue i signori uomini e donne parlano, scrivono, imprecano, mentiscono? Abbiamo le lingue monosillabiche o a bocconi, indicatissime per chi soffre di cardiopalmo; le lingue agglutinanti, in cui radice e desinenza non si uniscono in matrimonio, ma restano eternamente fidanzati; le lingue inflessive, le quali imbrogliano talmente le radici, che per scovarle c'è da perdere il senno.

E poi ognuna di queste tre lingue si divide in famiglie. E che famiglie! Famiglie patriarcali.

Non sarebbe dunque una bella cosa, mandare a far benedire tutte queste lingue e scegliere tra esse la più facile per le nostre bisogna? Noi mangiamo, i Francesi mangiano, mangiano gl'Inglesi, mangiano gl'Indiani, mangiano i Cinesi, e perchè il pane, questo primo elemento, comune a tutti, deve essere chiamato con diversi nomi? Che anarchia! Che torre di Babele!

Signori miei, questo si chiama disordine, si chiama confusionismo. Io mi reco ad esempio in Austria e debbo restare lì muto come un pesce, esposto ai motteggi dei riveriti alleati, senza poterli ricambiare con egual cortesia.

Potreste dirmi: “Ma impara il tedesco!„

Sì, e doman l'altro che vado in Inghilterra, e nell'està che sarò in Russia, e l'anno venturo che farò una scappatina nel Giappone? Impara, impara. Ma non si vive mica cento anni. Per imparare tutte queste benedette lingue occorre del tempo e son sicuro che dopo averle imparate sarò vecchio e non potrò più fare un viaggio.

E poi si dice che noi, popoli civili, non siamo mai d'accordo. Ma santo Iddio, come possiamo intenderci con tante lingue? Ci dovranno essere sempre malintesi ed equivoci!

Ma io sono convinto, convintissimo che la faccenda sarà aggiustata. Quando il potere sarà in mano ai socialisti vedrete anche questo miracolo!

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