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Chiamatemi fanatico, ma io voglio che i libri siano ben distribuiti, ordinati, classificati. Quella confusione, quel caos che si vede in certe librerie mi dice che quel letterato non ama i suoi libri.

No, io voglio che gli storici abbiano un posto distinto e separato dagli altri scrittori, io voglio che il Villani quistioni col Guicciardini, che il Botta stringa la mano al Balbo, che il Cantù discuta col Thiers e col Carlyle.

I filosofi debbono stare uniti. Non sarebbe una grande irriverenza mettere Platone a fianco ad un romanziere? Aristotele in compagnia di viaggiatori? No, tutti qui, i filosofi, in questo scaffale a destra. Isolateli: essi amano il raccoglimento e la meditazione. Voi non ascoltate la loro voce, ma essi continuano nei secoli a discutere sull'origine e sul fine dell'uomo.

I poeti cantino insieme. Omero come nell'Olimpo dantesco, deve essere circondato dalla schiera gloriosa. Uniteli tutti, questi arcangeli, questi serafini, che toccano le note più soavi, che vi aprono un mondo di arcane bellezze. Sì, Omero, Dante, Shakespeare, Petrarca, Milton, Leopardi, Heine, metteteli al posto d'onore. In alto, in alto i poeti!

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Ma la libreria è un piccolo mondo. Oltre le opere del genio, c'è tutta una moltitudine sterminata che si agita, che ride, che piange, che ciarla, che impreca, che sogghigna. Guardando quei libri con l'occhio scrutatore, vi vedete passare davanti, in una corsa vertiginosa, gl'ispirati, i prepotenti, i consolatori, i pessimisti, i decaduti, gli umili, i biricchini, i superbi, i pedanti, i burloni, i maligni, gli spensierati, i poliziotti, i misteriosi. Alcuni con una potenza diabolica tentano risvegliare in voi quegl'istinti che con tanti sforzi cercate reprimere e soggiogare; altri con soave linguaggio vi sollevano a più spirabil aere; altri infondono nel vostro animo un forte entusiasmo spingendovi a grandi cose, ma il riso beffardo di uno scettico, vi rende perplesso e dubbioso. Qui un filosofo delira e vi nega tutto, anche il mondo corporeo, là un mistico vi accenna il cielo come ultima meta.

Quanti screanzati, quanti buontemponi, quanti pedagoghi! O vedi, vedi là, all'angolo, a destra si ride a crepapelle; qui, innanzi a voi, due rivoluzionarî vorrebbero scalzare dalle fondamenta l'ordine sociale. Spesso accanto all'opera di un valoroso maestro si nasconde un libriccino di poche pagine. Non lo toccate: sotto quella veste umile e dimessa c'è un nemico; quel libriccino a guisa dei velenosi animaletti che respiriamo senza accorgerci, può da sè solo corrompervi il cuore.

Eppure noi li amiamo, li amiamo tutti.

Il libro fa parte della nostra vita intima, è il cibo quotidiano del nostro intelletto. Angelo o demone, ligato a noi da un vincolo invisibile è sempre al nostro fianco, sempre pronto alle nostre chiamate. Trascuratelo per un mese, per due, gettatelo con disprezzo, abbandonatelo sopra una sedia, chiamatelo noioso e peggio, il giorno in cui avrete bisogno di lui, vi apre subito le braccia: non una parola di rimprovero. Tenero come una madre, pronto come un militare, umile come uno schiavo si mette subito a vostra disposizione.