Ogni libro ricorda un momento della nostra vita, ogni libro ha avuto il suo giorno di trionfo e di disprezzo.

Quante vittorie e sconfitte su noi stessi non dobbiamo a quei libri! Essi che vivono sempre con noi sono i giudici più severi, i traditori più infami, gli amici più schietti.

Che, siete mesto? siete allegro? vi sentite stanco, sfiduciato? avete i nervi? una grande sventura vi ha colpiti? Per ogni stato di animo c'è un libro, una voce, che vi parla nel silenzio; una voce, che vi conforta senza ostentazione; che vi rimprovera senza avvilirvi; che vi ammaestra senza sussiego. E questa voce parla sempre, notte e giorno; non si ferma, non si stanca. Siete voi che vi fermate, siete voi che dite: basta; ma la voce ripiglia subito il suo corso, appena voi dite: avanti.

Vengono da ogni parte del mondo civile, ma nessuno è estraneo. Tolstoi non è russo. Cervantes non è spagnuolo. Whitman non è americano, tutti amici di casa, tutti compagni di studio e di lavoro.

La storia si ostina a dirci che il Goethe è morto, morto l'Hugo, morto l'Ibsen, morto il Carducci, morto il De Amicis, morto il Fogazzaro. Nossignore, qui non ci sono morti. Il Goethe viene con voi a passeggio sui monti, l'Hugo è il compagno nelle notti d'insonnia, il De Amicis è là, pronto a farvi passare il malumore, oh! con che dolcezza vi sorride il Fogazzaro!

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Il santo vescovo d'Ippona, Agostino, diceva: timeo lectorem unius libri. Sì, bisogna temerlo, ma temerlo davvero quest'uomo che studia un sol libro. Un sol libro! un solo compagno, un solo amico! Quest'uomo forse sarà dotto, ma di una dottrina arida, sterile, che gli rovina il cervello e non gli solleva lo spirito. No, noi vogliamo molti libri. Parlino tutti: la loro voce misteriosa ci è guida, sprono, conforto.

Spesso, quando siete solo nella stanza da studio, alzando gli occhi su quei libri, vi vedete dinanzi mille volti che vi guardano, ascoltate mille voci che gridano a coro: sono scrosci di riso satirico, accenti di dolore, bestemmie, parole di odio. C'è il ruggito del leone, il canto della capinera, il sibilo del serpente. E questi suoni armonizzandosi stranamente producono una musica che ha del grandioso e che i profani dell'arte non sentiranno mai.

E noi parleremo di questa musica, noi entreremo in quella sancta sanctorum della nostra vita spirituale. Qui, dove si passano le più belle ore del giorno e spesso della notte a ricreare e a martoriare il nostro cervello; qui, dove abbiamo combattute tante battaglie, calmate tante tempeste, carezzate tante illusioni; qui c'è tutta l'opera grandiosa del pensiero umano.

Che cosa sarebbe l'umanità senza questi libri? Per essi voi siete uomo, per essi conoscete il passato, vivete nel presente, interpetrate il futuro. I grandi scrittori sono i veri condottieri dei popoli: essi guidano l'umanità, suscitano tanti avvenimenti, determinano tante diverse epoche.