Il germe di tutte le rivoluzioni, di tutte le riforme, di tutte le fasi del progresso e della civiltà è qui, sotto i vostri occhi.
Alessandro, Cesare, Napoleone non hanno lasciato che un nome; ma Omero, Dante, Shakespeare hanno lasciato l'anima loro e quest'anima è là, nella vostra libreria, quest'anima si chiama l'Iliade, la Divina Commedia, le Tragedie.
Entriamo dunque in questo piccolo mondo che tanta parte ci sottrae dalla nostra esistenza, entriamo in mezzo a questo popolo di pensatori, che venuti in casa nostra, fin dal primo giorno, da veri padroni, ci consigliano, ci sgridano, ci educano, ci rimproverano, ci deridono. Entriamo, ma senza pretenzione di volerla fare da critici o da moralisti.
Si è detto sempre che i libri sono i migliori amici. Ebbene, facciamo una visita a questi amici. Vi garentisco che passeremo un'ora in lieta compagnia.
I libri di viaggio.
Fate largo: passano i viaggiatori.
Voi raramente uscite dal vostro paese nativo, e se qualche volta ve ne allontanate vi sembra aver indugiato già troppo. La vita di città vi infastidisce. Quell'andare, venire, correre di qua e di là, mangiarsi un boccone in fretta e furia vi dà sui nervi.
È vero: di tanto in tanto come per rompere la monotonia si fa una scappatina in città. Col pretesto degli affari si passano una ventina di giorni a Napoli, a Roma, a Firenze, a Venezia. Ma che! pare che qualcuno vi spinga di dietro a ritornare subito. Il pensiero della famiglia, gli affari, gl'impegni, vi chiamano in paese: subito alla stazione. Il treno è pronto e si parte. Dopo un paio di giorni eccovi a casa. Ma che stanchezza! Bisogna stare una settimana per orientarsi! Eppure si tratta di un viaggio di piacere. E se doveste intraprendere un viaggio lungo e disastroso? se doveste andarvene d'inverno nella Groenlandia o nelle isole dell'Oceania? Per l'amor di Dio! a solo pensarlo vengono i brividi del freddo e della... paura. Andar ramingo in mezzo alle nevi, passare notti intere sotto una capanna o a piè di un burrone, col pericolo di essere divorato dalle belve o massacrato dai barbari? Pazzia, pazzia!
Ma ognuno ha il suo bernoccolo, diceva il De Musset; ognuno è vittima di una febbre che lo spinge verso un ideale. A voi piace starvene rintanato nel vostro paese nativo, altri invece amano girare in lungo e in largo i luoghi più nascosti dell'Asia, i boschi più folti dell'Africa, le eterne ghiacciaie del polo. Per voi sarebbe la morte, per essi la vita.
E questi uomini di ferro, — che sotto gl'infocati raggi del sole africano, fra le nevi boreali, tra i deserti più sterminati camminano a piedi, sui muli, sui cammelli, sulle slitte; questi uomini, che vengono a tu per tu con i leoni, con le iene, con le tigri, con i leopardi; questi uomini che non dormono, non mangiano pur di arrampicarsi sulle cime di monti inaccessibili, — hanno scritto i loro libri: libri curiosi che vi dicono tante cose piacevoli, che vengono a parlarvi di tanti luoghi sconosciuti, di tanti costumi bizzarri.