Il signor Hervier nella Nouvelle Revue tratta con molta genialità quest'argomento e ci dice che spesso si immaginano cose sbalorditorie per muovere la curiosità del pubblico “Un giorno — sono sue parole — dagli uffici di una Casa Editrice di Melbourne, la gente vede uscire una splendida donna, vestita in costume arabo, inseguita da un vecchio, pure vestito da arabo, con un pugnale in mano. La donna grida disperatamente invocando aiuto, il vecchio ruggisce parole di ira. La gente si ritrae spaventata: la donna cade, il vecchio le è sopra col pugnale. Qualche animo pietoso accorre in difesa della donna, la quale si alza e con un sorriso trae da una borsa manifestini che distribuisce al pubblico per far sapere che quello è un episodio di un nuovo romanzo di prossima pubblicazione!„

In Italia non si è arrivato tant'oltre. Noialtri siamo un po' più serî e meno audaci, ma il cattivo esempio ha le gambe come la bugia e temo che tra qualche lustro anche da noi la reclame sarà la grande dea onnipotente, sovrana nel commercio, nelle lettere e nelle scienze.

E dunque? dunque bisogna stare con tanto d'occhio quando si compra un libro nuovo. Non ci facciamo adescare dai titoli, nè dai giudizi di certi critici, che molto condiscendenti mettono la loro firma ai panegirici, con la stessa disinvoltura, con cui i nostri Ministri sottoscrivono tutto ciò che vien loro presentato.

Attenti, attenti! La vita è troppo breve per poterla consumare nelle letture inutili e spesso dannose. Un libro nuovo, comprato alla cieca, porta via tempo e danaro, ed oggi sia l'uno che l'altro è prezioso!

Le antologie.

Mi sono fermato, ma non ho finito. Se mi permettete, io continuo a parlare dei libri nuovi e propriamente delle antologie.

Non sono del parere del Bonghi, il quale senza alcuna riserva sentenziava: “Se vuoi dimenticare quel po' che sai, leggi le antologie.„ Credo che l'illustre critico, storico, giornalista abbia parlato così in un momento di malumore.

No, un'antologia ben fatta, è, specialmente per i giovani, un mezzo potente di educazione e d'istruzione. E solo per i giovani? E per noi, per noi che ci vogliamo far credere persone colte? Un'antologia riempie davvero parecchi vuoti e ci dà una vernice di cultura letteraria. Difatti è possibile leggere tutti i nostri classici? No. Sono tanti ed hanno scritto tanto quei signori! Però in grazia ad una buona antologia possiamo gustarne i migliori pezzetti. Ditemi la verità, non dovete essere grati alle antologie se avete saggiata qualche cosa del Malespini, di Fra Bartolomeo da S. Concordio, dei fratelli Villani e nipote, del Vasari, di Baldassarre Castiglione? Non dovete ringraziare i compilatori di antologie se conoscete un po' da vicino il Bembo, il Ruccellai, l'Alemanni e tutti quei poeti, poetucci e poetini che belavano a mo' di agnelli, capretti e caproni per le Corti d'Italia? Vi atteggiate a persona erudita, sapete che Michelangelo oltre ad essere quello che fu nella pittura e nella scultura, scrisse bei sonetti. Ma mettete la mano sulla coscienza: quei sonetti voi li leggeste la prima volta in un'antologia. Un'antologia vi ha offerto qualche episodio del Morgante Maggiore, dell'Orlando Innamorato, della Secchia rapita; un'antologia, le favolette del Pignotti, qualche pezzettino del Galateo, le più belle stanze del Poliziano. Insomma un buon terzo della vostra cultura letteraria la dovete alle antologie; giacchè la cultura è come la ricchezza: non si sa mai come s'acquista!

Ma non crediate che io voglia tessere il panegirico delle antologie, tutt'altro. Ho incominciato a scrivere questo capitolo con ben altro intendimento. Il Bonghi mi ha distratto, trascinandomi a dire, ciò che non avrei voluto. Dunque il capitolo incomincia adesso o per dirla in termini notarili — l'antedictum non fa parte integrale del presente... atto —.

Voi non sapete quante antologie si sono pubblicate in Italia e non ve ne fo un torto. C'è tanto da pensare oggi! Io però che vado ammazzando la mia porzione di tempo col fare la statistica di tutto ciò che vien fuori alla giornata, posso assicurarvi che di antologie ne abbiamo parecchie centinaia.