Siamo perfettamente d'accordo; ma guardando bene quel colosso non vi pare che sia formato tutto di Promessi Sposi? Le tragedie si leggono, perchè sono sorelle dei Promessi Sposi; la Morale Cattolica è generalmente ben vista, perchè appartiene alla medesima famiglia.
Siamo giusti; tutti gli onori che ebbe il Manzoni non furono dati esclusivamente all'autore dei Promessi Sposi? Perchè lo visitò lo Scott? perchè Vittorio Emanuele II, appena entrato in Milano, volle salutare il grande Lombardo?
C'è poco da discutere: il Manzoni è sugli altari per Renzo e Lucia!
Domandatene al Cantù, il quale lavorò fino a ottant'anni, scrisse un mondo di libri, ma non riuscì, malgrado la sua buona volontà, a mettere fuori un libro fortunato. Tentò la storia — che storia! — trentacinque grossi volumi, che pesano un quintale, tentò il romanzo, tentò la poesia, tentò la critica, tentò la letteratura popolare, fu impossibile; il libro fortunato non venne! E lui per consolarsi, dettò negli ultimi anni le Reminiscenze Manzoniane, come per dire: “Se non riuscì a me, riuscì al mio amico Sandro: è lo stesso!„
Ma lasciamo la celia! Il Cantù, nel citato libro, ci dice che gl'Inni Sacri, le Tragedie e tutto quel manipolo di componimenti poetici passavano quasi inosservati. Il Rovani ce lo spiattella con più franchezza: “Del Manzoni non si conoscevano che gl'Inni e le Tragedie, lette da pochi, disprezzate da molti.„
Ma dopo la pubblicazione dei Promessi Sposi, il Manzoni arrivò alle stelle.
Che successo! neppure i romanzi dello Scott e del Dumas ebbero tanta fortuna!
Sentite come scrive Giulia all'amico Fauriel:
“Debbo dirvi che abbiamo provato un gran piacere nel vedere il lieto successo del libro del babbo. In verità, superò non solo la nostra aspettativa, ma ogni speranza. È un vero furore; non si parla d'altro; nelle stesse anticamere i servitori si tassano per poterlo comprare. Il babbo è assediato da visite e da lettere d'ogni specie e d'ogni maniera!„
Nessun libro in Italia aveva destato tanto entusiasmo. Le edizioni si seguivano le une alle altre, e la nostra penisola fu piena di Promessi Sposi. Caffè, circoli, teatri, strade, alberghi si intitolavano di quel nome. Il Granduca faceva dipingere le sale della sua villa con gli episodi del romanzo; nel carnevale del 1828 la quadriglia che destò maggiore entusiasmo a Milano fu quella di Don Rodrigo e dei Bravi; a Parigi si rappresentò in teatro con musica del maestro Caraffa.