Noi intanto conchiudiamo. Quanti quattrini guadagnò il Manzoni con i Promessi Sposi? Eh! pochi, molto pochi. “Appena cinque mila lire„ dice Federico De Müller.
Dopo la prima edizione, il suo editore lo pregava di una ristampa, ma il Manzoni, vizio suo, non sapeva decidersi: voleva rifare, correggere, ripulire; intanto in Italia e all'estero si pubblicavano edizioni su edizioni. In diciotto mesi, nove ristampe in Italia, sei in Francia, due in Germania, una in Inghilterra. Il Manzoni ebbe cinque mila lire, ma molti editori fecero fortuna!
E la manna continua. L'Hoepli, quantunque arrivato un po' tardi in mezzo a noi, ne sa qualche cosa. Sei o sette anni fa bandì un concorso: dieci mila lire a quel pittore che gli avesse favorito una trentina di tavole per illustrare il romanzo. Dieci mila lire? È troppo! Ma il signor Hoepli non canta la messa senza il morto.
Il furbo seminò per raccogliere, e il raccolto fu miracoloso.
Un altro giorno lo Sforza, erede universale di tutti i manoscritti manzoniani, gli disse: “Sai, ho trovato dei capitoli inediti sui Promessi?„
“Davvero?„
“Davvero!„
“Ebbene, non perdiamo tempo. Scrivi due parole di prefazione e mandami subito quelle sacre reliquie: ne farò un bel volume, anzi due!„
Bisogna dire la verità: anche i Brani Inediti dei Promessi Sposi sono alla terza ristampa!
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