Occorre un'altra spesa: bisogna rilegarli, vestirli da gran signori. Con santa pazienza li raccogliete, li mettete in ordine e li mandate alla legatoria. Un dopo pranzo, mentre ve ne fate i chilo leggiucchiando il giornale, siete scosso da un vocione: —

— È permesso?

“Avanti!„

La porta si apre. Entra il legatore, entra un tarchiato giovanotto, con una grande cassa sulle spalle.

— Riverisco, signore. Le riporto i libri. Ho fatto un lavoro a modo, sa': pelle e oro. Del resto l'opera lo meritava. Quelle tavole fuori testo... —

“Bravo, bravo!„

Lui però vi vuol far vedere con gli occhi che quell'oro è fino, che la pelle è lucidissima, che il taglio è accurato. Voi approvate, sorridete e vi congratulate del bel lavoro.

Ma strano, dopo che quel signore è andato via, vi assale una specie di rimorso. Perbacco! quest'opera vi costa quasi trecento franchi. E dire che quest'anno la vostra signora non è andata ai bagni, perchè le finanze...; e se lo sapesse? Ma oramai non c'è più rimedio, il delitto è consumato. Voi tentennando la testa mettete questi libroni luccicanti di oro nello scaffale, esclamando con un sospiro: “Riposate in pace!„ e vorreste aggiungere, se non fosse irriverenza:

— Restate nella vigna a far da pali! —

I decaduti.