Fanno compassione, poveretti! Piegati, laceri, con carta ingiallita dal tempo, stanno là, in un angolo remoto, quasi nascondendosi allo sguardo. Non li avete comprati voi, sono libri di famiglia che ricordano altri tempi e altri gusti. Li avete trovati in casa e li conservate per rispetto ai vostri nonni.
Leggerli? È più il tempo di prendere in mano i romanzi di Madama Radcliffe, del Durange, del Visconte D'Arlincourt?
Eppure questi libri, che vi danno un senso d'ilarità, un giorno furono chiamati gl'immortali, gl'insuperabili. Cento critici a battere le mani, cento editori a seminarli per il mondo!
Nelle sere d'inverno il nonno leggeva ad alta voce Celestino ovvero gli Assassini di Ercolano. Un capitolo, un altro, un altro; si arrivava fino alle undici, fino a mezzanotte e nessuno fiatava. Voi accovacciato sulle ginocchia materne stavate ad ascoltare a bocca aperta. Che paura, che brividi! Quegli sgherri vi stavano sempre davanti minacciosi, pronti a sgozzarvi!
Ed il Cimitero della Maddalena? Quante lagrime non fece versare alla vostra buona nonna? La poveretta ne era innamorata: lo sapeva quasi tutto a memoria ed ogni giorno ne raccontava una scena ai nipotini.
E non solo in casa vostra, ma in tutte le famiglie, c'era tale entusiasmo. Il Cimitero della Maddalena fu tradotto in tutte le lingue e in tre anni, solo a Londra, trenta edizioni.
Oggi, silenzio. Chi legge più il Solitario, il Rinnegato, il Melmod, l'uomo fatale, il Taddeo di Varsavia? Quale editore ha vaghezza di tentarne la ristampa? Ieri sugli altari, oggi nella polvere.
Ma non li disprezziamo: su quelle pagine, che a noi sembrano fredde, scipite, ha sospirato, ha pianto un intera generazione. Noi, ricchi di scienza e poveri di fede, abbiamo dato il bando a quella letteratura romantica, troppo ingenuamente sentimentale, che commoveva, senza corrompere, che faceva piangere, senza sconfortare.
Il gusto cambia, ma non sempre migliora!
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