In generale nei ritratti antichi c'è molta posa e poca espressione. È vero che la fotografia era ancora di là da venire; è vero che non tutti potevano, come Dante, trovare un Giotto; ma, farsi dipingere in quell'arnese, è troppo!
Almeno il Valletta, buon'anima, vedendo che la sua effigie, messa come sentinella davanti alla Iettatura, poteva scambiarsi per uno spettro, l'accompagnava con quattro versi, che starebbero bene a moltissimi frontespizî dell'uno e dell'altro sesso.
Non è Seneca svenato,
Non è Lazzaro risorto;
È Valletta in questo stato,
Mezzo vivo e mezzo morto.
Ma perchè farsi dipingere in una posa così strana e sgradevole? Se siete poeta, storico o filosofo insigne, sarete giudicati dalle opere e non dall'atteggiamento sinistro, dai lunghi capelli, che vi scendono in due fila, fin su le spalle. I capelli furono necessarî solo a Sansone, e la storia non ci ha mai detto che il genio si misura dalla chioma.
Parrucca o non parrucca,
Chi nacque zucca, sarà sempre zucca!
Questa verità cominciò a farsi strada e gli scrittori divennero un po' più ragionevoli, quando posarono. Da banda le parrucche, gli orecchini, i fazzoletti banderuole! Lo sguardo più composto, i capelli più ordinati.