Ed oggi i nostri scrittori si fanno dipingere così alla buona, senza sussiego magistrale, senza quell'atteggiamento, pietoso o sinistro.

Vedete: il De Amicis veste come voi, ha i baffi come voi e vi guarda con una grazia amabilissima. Sul volto del Fogazzaro voi leggete tutta la serenità dell'anima sua. Com'è simpatico il Panzacchi, il Graf, il D'Ancona, il D'Ovidio, il Martini! Qua la mano: voi siete amici di casa!

Ma attenti, attenti; non tutti sono disposti a stringervi la mano. Lo Zanichelli, innanzi alle Poesie del Carducci ha messo due ritratti del Poeta. Il Carducci a 30 anni, il Carducci a 70 anni. Il primo sembra un uomo mezzo rimbambito e pare che allora allora voglia domandarvi: “Che cosa è successo?„; il secondo ha tutta l'aria di un domatore, il quale gridi alla belva-pubblico: “Silenzio, io sono il primo poeta!„

Il D'Annunzio invece col capo chino, con gli occhi da asceta, sembra che vada snocciolando Avemarie. Un suo ammiratore, Carlo Villani, dopo avergli cantato il Te Deum sulla Vita Italiana, gli diceva: “Tu sei grande, il tuo nome suona dall'uno all'altro mare, alza, alza la fronte!„ No; il D'Annunzio continua a tenere il capo a terra prono, forse... per far meglio osservare il suo cranio lucido, eburneo!

E il Rapisardi? Dio mio, ha un gusto matto a comparire come un masnadiere. Con quella cera sinistra, con quel cappello a cencio alle ventitrè, sembra un bandito siculo-calabrese. Gli manca solo lo schioppo per essere qualificato come uno zio paterno di Giuseppe Musolino. Eppure il Rapisardi — a quanto dicono i suoi scolari — è un agnello tutto cuore, tutto bontà!

Si hanno queste sorprese. Il Pascoli, ad esempio, è un poeta caro assai. Che versi! che dolcezza! Dovrà essere una figura serafica la sua, un tipo alla Bellini. Toh! un bel giorno vi cade sott'occhio il suo ritratto. Santo Iddio, com'è borghese! Il Pascoli ha tutta l'aria di un negoziante di coiame! Che peccato, scrive così bene!

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Non tutti i libri portano il ritratto dell'autore.

Avete mai visto dinanzi all'Iliade o all'Odissea l'effigie di Omero? Omero? ma è veramente esistito Omero? Alcuni dicono sì, altri, no; infine di accordo — in sezioni riunite — gli storici hanno proclamato l'esistenza di Omero! Benissimo. Ma era un bell'uomo? Chi lo sa? Gli Zeusi e i Parrasii di quel tempo pensavano a dipingere grappoli d'uva per ingannare gli uccelli, senza ricordarsi che un poeta di quella forza meritava un ritratto a grandezza naturale.

Nel Museo di Napoli molti e molti anni fa — ero studente allora — mi fu mostrato un busto con un barbone patriarcale e con un paio di occhi grossi quanto due uova sode. Nessuna espressione, nessuna grazia nei lineamenti. “Ecco Omero!„ mi disse la guida. Omero! Avrei voluto rompere quel busto e gridare come un pazzo: “Questi non è Omero, poeta sovrano!„ Ma non feci nè l'uno, nè l'altro e mi ritirai a casa.