Lo credereste? quel busto mi si è talmente fitto nella memoria che appena apro l'Iliade me lo vedo davanti. Leggo il bellissimo episodio di Ettore e di Andromaca? Sul più bello, proprio quando l'Eroe Troiano, quasi presago della sua prossima fine, prende fra le braccia il caro pargoletto, mi veggo presentare quel coso! L'Iliade è un capolavoro, ma, dico la verità, alle volte faccio a meno di rileggere qualche canto, per non vedermi quel brutto ceffo, che mi fa rabbia!
Ho voluto riportare quest'aneddoto, per dire con argomento di prova che spesso un ritratto, messo innanzi ad un libro, fa acquistare simpatia o antipatia, non solo per l'autore, ma anche per l'opera.
Quante volte, vedendo un ritratto che fa paura, non avete chiuso subito il libro esclamando: “Com'è brutto!„ Invece se alla prima pagina trovate la figura di un bell'uomo, voi dite subito: “Vediamo un po' che vuole costui!„
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Certi editori meriterebbero tre anni di reclusione. Perchè? perchè guastano l'effigie dei nostri letterati. Una Casa Editrice di Milano intraprese, molti anni fa, la pubblicazione delle opere complete del Shakespeare, del Byron, del Monti, del Foscolo, del Manzoni, e credendo di far cosa grata, volle aggiungervi anche i ritratti. Poveri poeti, dipinti con cannello di bracia! Il Shakespeare sembra uno scimunito; il Manzoni è addirittura senza naso, mentre ne aveva abbastanza di naso — e naso fino! — lo Schiller più masnadiere dei suoi Tre Masnadieri; il Goethe un ubbriaco che va barcollando; il Pellico, un allampanato con una coppia di occhiali sul naso così grossi, da non potersi sostenere, tanto che il poverino par che dica: “Mi cascano! mi cascano!„; il Metastasio è un bambolone degno di quel paese.
Ma, Dio benedetto, occhi ne avete? Sono ritratti questi o caricature? Un po' di rispetto ci vorrebbe!
E il bel vezzo continua. L'anno scorso nelle nostre scuole secondarie, fu adottata un'antologia italiana di A. Nota e P. Fontana, dal titolo Pagine gaie e Pagine forti. Non conosco questi due egregi professori e non so dirvi quindi chi sia più allegro e chi più robusto. Posso dirvi però che quest'antologia ha molti pregi. Prima di tutto, due prefazioni. La prefazione degli altri, — una selva di massime, di sentenze, di proverbi, di motti, in latino, in francese, in italiano — che si apre con Salomone e si chiude con Leonardo Bianchi, ex ministro della Pubblica Istruzione. La prefazione nostra, con cui i compilatori fanno sapere che in Italia mancava un libro gaio e forte, tanto necessario ai nostri giovani. “La maggior parte delle antologie — essi dicono — tutti ninnoli e fronzoli, immagini e forme, si aggirano tra ospedali, manicomî e galere. Il nostro libro invece tratta di cose gaie! Via, via il Gobbo di Peretola e tutti quei brani che parlano di ciechi, di zoppi, di storpi, di sordi!„ E per quattro pagine continua il panegirico di questa nuova cura ricostituente, a base di pillole classiche.
Secondo pregio. “L'editore Sandron, per rendere più suggestiva l'opera nostra, ha voluto ornarla di una graziosissima galleria di ritratti.„ E in verità, ogni pezzetto di prosa o di poesia tiene a fianco l'effigie del suo padrone. Ma che ritratti! Il De Amicis sembra allora allora uscito dal bagno: batte i denti dal freddo e i capelli sono ancora inzuppati d'acqua; il Ferrigni (Yorik) aggrinza il naso, come se gli avessero cacciato sotto un barattolo di ammoniaca; il Poliziano, un vero buffo da teatro, con cappello a casseruola e con un naso lungo un metro; l'Alberti, una mummia; il Boccaccio, una monaca... di Monza; il Giusti tutto peli; il Tassoni un bravaccio. Il Guerrazzi soffre ai molari di destra, l'Albertazzi, il Berni, il Pindemonte, il Botta hanno bisogno di pillole Pink!
Ecco la geniale galleria, di cui bisogna essere grato all'editore Sandron. Solamente vorrei dire a questo signore: “È da gentiluomo deturpare così barbaramente tanti poveri cristiani?„
Potrebbe rispondere che duecento ritrattini a modo costano una bella somma. Siamo d'accordo; ma quando non è possibile una riproduzione discreta è meglio farne a meno. Di cose brutte ne abbiamo già tante!