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I signori poeti, non contenti di scambiarsi contumelie e sonetti con una coda più o meno lunga e indecente, spesso appiccicavano dei versi sotto il ritratto del collega.
Il Foscolo, ad esempio, vedendo che il Monti gli aveva rotto l'uovo in mano con la traduzione dell'Iliade, arse di ira, non santa, e scrisse a pie' di un ritratto dell'avversario:
Questi è Vincenzo Monti cavaliero,
Gran traduttor dei traduttor d'Omero.
La stoccata era terribile, tanto più che fra i due non correva buon sangue; e il Monti rispose con quattro versi, meno famosi:
Questo è rosso di pel, Foscolo detto.
Sì falso, che falsò fino se stesso,
Quando in Ugo cangiò ser Nicoletto:
Guarda la borsa se ti viene appresso.