De jejunio quadragesimali
succincta explicatio
ad intelligentiam omnium fidelium
facili methodo
conscripta.

Sì, questo cuor contento, dal peso di un quintale e mezzo, ebbe il coraggio di parlare di digiuni e di astinenze!

Non so come l'Autorità Ecclesiastica, così rigida e severa nella revisione dei libri, abbia potuto permettere quel ritratto. No; quel ritratto doveva assolutamente essere messo all'Indice. Voler parlare di digiuno e presentarsi in quel modo così provocante! Il lettore ha tutto il dritto di esclamare: “Questo padre Leonardo da Pericarpo predica bene e mangia meglio!„

Per la salute dunque delle anime e per la dignità della Chiesa è necessario che i censori diocesani e la Sacra Congregazione dell'Indice, diano da oggi in poi un'occhiata anche ai ritratti. Certi monaci non dovrebbero farsi dipingere in tutta la pienezza della loro grazia. Quella grazia è tutt'altro che edificante: dà il cattivo esempio!

Questa lezione però valga per tutti.

Oggi molti autori — piccoli e grandi — si fanno piantonare dinanzi all'uscio dei loro libri per attirare di più il lettore. Ma attenti! Prima di dare questo passo pensateci bene. Se avete un volto da buon cristiano, fatevi avanti: quel ritratto vi fa acquistare un po' di simpatia, specie nel campo femminile; se invece, per vostra disgrazia, appartenete alla famiglia dei due sullodati reverendi, per l'amor di Dio, non vi fate vincere dalla tentazione! Il lettore accoglierebbe con una sonora risata voi e... il vostro libro!

Bibliomani, biblioclasti, bibliofagi!

Brutti nomi, non è vero? Ma pazienza, oggi c'è il vezzo di ricorrere sempre alla lingua greca. Ci ricorrono i medici, quando dopo tante analisi arrivano — beati loro — a scoprire nuove malattie; ci ricorrono i chimici-farmacisti per dare un nome domenicale a quelle miscele solide o liquide, più o meno dannose alla salute pubblica; ci ricorrono gli ingegneri, ci ricorrono i matematici, i fisici; i letterati potrebbero restare indietro? Essi più degli altri debbono essere ossequenti all'Alma Grecia. E se questa povera madre è ridotta a chiedere protezione alle sue figliuole per non cadere nelle mani de' Turchi, le resta però il vanto di dare il nome di battesimo a tutte le cose nuove, o che si presentano come tali.

Strano! Proprio oggi che si vuol mettere fuori dalle nostre scuole il greco e tutto il bagaglio classico, noi siamo addirittura ingreciati.

Le parole francesi si usano, ma con una certa parsimonia; le inglesi, le tedesche, con una certa timidità; con le parole greche invece giubileo perpetuo. Tutti ne possono usare a sazietà. Per fino sulle porte de' negozî vengono incisi, a grandi caratteri, paroloni greci.