“Se vuoi vestirti, — aggiunge la moglie — ci proveremo a scendere.„
— E quei libri?...
“Vuoi comprarne? Beh! per oggi te lo permetto.„
Il malato si veste e scende con molta facilità le scale. Giunto dinanzi al banco del rivenditore, lascia il braccio della moglie e pien di gioia percorre rapidamente quei libri. Quali deve comprare? Nell'imbarazzo della scelta li compra tutti. Giulivo ritorna a casa; cessa la febbre come per incanto, e dopo pochi giorni è completamente guarito.
Ma la smania de' libri crebbe con l'età. A sessant'anni si vedeva ancora per le vie di Parigi, nelle fredde e uggiose mattine d'inverno, ravviluppato in un ampio pastrano turchino, con le grandi tasche di dietro piene di libri. E quando morì furono trovati in casa sessantamila volumi!
Non tutti i bibliomani però somigliano al signor Boulard. Almeno questi trattò molto bene i volumi raccolti. Ma altri hanno avuto delle smanie dannose: nientedimeno si è arrivato a guastare libri per far collezione di indici, di frontespizî, di illustrazioni, proprio come fanno i nostri bambini, che tagliuzzano i giornali illustrati!
Un tale Giovanni Ragod si dette a raccogliere frontespizî e ne compose una serie di cento volumi, che ora si conservano al British Museum. Cento volumi di frontespizî! E quante migliaia e migliaia di libri non furono rovinati da questo maniaco?
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La storia, questo Regio Notaio, che registra come Atti di Ultima Volontà, tutte le stranezze degli uomini, ci fa sapere, così di sfuggita, che i poveri libri sono stati sempre vittime del nostro capriccio. Chi li raccoglie con gran cura, chi li stima ingombrante nullità, chi li tratta come ferri vecchi, chi li odia spietatamente.
Si dice e si dirà sempre che noi abbiamo le migliori opere classiche dell'antichità; ma ad esaminarle bene sono per lo più opere greche e latine. E gli altri popoli? I Caldei, i Siri, i Babilonesi, che erano molto innanzi nella civiltà, non ebbero poeti, storici, filosofi? Conoscevano a maraviglia l'arte dello scrivere e nulla scrissero, proprio nulla?