E poi, abbiamo davvero le migliori opere dei greci e dei latini?
Di Menandro, per dirne una, che cosa ci è pervenuto? La storia della letteratura greca ci dice che Menandro fu il papà della Commedia e che ne scrisse la miseria di 108. Ma dove sono? Noi non abbiamo che qualche brano di scena, qualche spunto di dialogo e quel bellissimo verso, logorato per il troppo uso
muor giovane colui che al cielo è caro.
Tutto il resto..... distrutto o smarrito.
Il Califfo Omar, quando seppe dall'astuto Amru che in Alessandria, caduta sotto la sua dominazione, vi era una ricca biblioteca, se ne uscì con un dilemma veramente degno di un pascià. “Se tutti quei libri — disse — sono conformi al libro di Dio diventano superflui, se contrarî non debbonsi tollerare.„ E così santamente, per dar piacere a Dio e al Profeta, ordinò che con quei libri si scaldassero i quattromila bagni della città.
Ecco perdute tante migliaia e migliaia di lavori preziosi!
Disgraziatamente l'esempio di Omar fu seguito dagli ebrei, dai cattolici, dai protestanti, e quel dilemma ricorda parecchi incendî. Domandatene al Cardinale Ximenes, che fece bruciare cinque mila volumi; domandatene agli Anabattisti, che dettero fuoco alla ricca biblioteca di Langiò; domandatene al Savonarola, il quale, convinto che solo dalla santa ignoranza procedeva il benessere sociale, faceva bruciare senza misericordia montagne di codici.
Più barbaro, ma più logico fu Nabonassar, fondatore del Secondo Impero Babilonese. Costui, non per capriccio — i re non hanno capricci! — ma per apparire innanzi ai posteri il primo re di Babilonia, bruciò tutti i libri dell'Impero, volendo così cancellare il più lontano ricordo della dinastia, da lui distrutta. Non vi riuscì; ma il poveretto mise tutto del suo. Per un mese intero, per trenta giorni continui, ci fu fuoco nelle principali piazze.
E il mondo è sempre mondo! Ricordatevi di quel decreto, emanato da quei macellai della rivoluzione francese. “Bruciamo tutte le biblioteche di Francia! I libri teologici contengono fanatismi; quelli di storia, bugie; quelli di filosofia, stranezze; quelli di scienza...„ Quei signori non seppero dire che contiene la scienza, ma dissero che si dovevano bruciare anche i libri scientifici, perchè sono inutili.
Per fortuna il decreto non fu eseguito e in Francia restarono i fanatismi, i cavilli, le bugie e le stranezze.