Così dicendo la crudel donzella
Dà tra coloro e tocca il franco Oberto,
E tutto l'elmo in capo li flagella;
Gionse nel scudo, e in tal modo l'ha aperto,
Che da due bande il fe' cader di sella.
Non valse al re Ballano essere esperto:
Marfisa con la man l'elmo gli afferra,
Leval di arcione e tral contra alla terra.

Fie' maggior prova ancora il fio de Amone,
Ma non se ponno in tal modo contare,
Ché con lui se afrontarno altre persone,
Che Turpin non le seppe nominare.
Cinque ne fese insin sopra al gallone,
Ed a sette la testa ebbe a tagliare;
Dodeci colpi fe' fuor di misura,
Onde ciascun di lui prese paura.

Ma crescìa ognora più la gente nova,
E sopra de lor duo sempre abondava,
Ché quei di drieto non sapean la prova
Qual sopra a' primi Ranaldo mostrava.
- Voi non potreti far che indi mi mova! -
Ad alta voce Marfisa cridava
- Il mio tesoro e il mio regno vi lasso,
Se me forzati a ritornare un passo. -

Or vien distesa sopra alla riviera
Una gran gente con molta roina,
Che han la corona rotta alla bandiera,
Com'è la insegna di quella regina;
Ed era di Marfisa questa schiera,
Che vien correndo e mai non se raffina,
E voglion sua madama aver diffesa,
Temendo di trovarla o morta o presa.

Qui cominciosse la fiera battaglia,
Né stata vi era più crudel quel giorno.
Intrò Marfisa tra questa canaglia,
E furïosa se voltava intorno;
Spezza la gente in ogni banda e taglia;
Né men Ranaldo, il cavalliero adorno,
Braccie con teste e gambe a terra manda;
Ciascun che 'l vede, a Dio se racomanda.

Iroldo con Prasildo e Fiordelisa
Stavan discosti, con quella donzella
Qual era cameriera de Marfisa,
Longe due miglie alla battaglia fella.
La cameriera alli altri tre divisa
Quanto sua dama è forte in su la sella;
E quanti cavallieri ha messo al fondo
Ed in qual modo, gli raconta a tondo.

Per questo Fiordelisa fu smarita,
Temendo che non tocca a Brandimarte
Provar la forza de Marfisa ardita.
Subitamente da gli altri se parte;
Dove è la gran battaglia se ne è gita;
Vede le schiere dissipate e sparte,
Che ver la rocca in sconfitta ne vano;
Dentro li caccia il sir de Montealbano.

Ma lei sol Brandimarte va cercando,
Ché già de tutti gli altri non ha cura;
E mentre che va intorno remirando,
Vedel soletto sopra alla pianura.
Tratto se era da parte alora quando
Fu cominciata la battaglia dura;
Ché a lui parria vergogna e cosa fella
Cotanta gente offender la donzella.

Però stava da largo a riguardare,
E di vergogna avea rossa la faccia.
De' compagni se aveva a vergognare,
Non già di sé, che di nulla se impaccia;
Ma come Fiordelisa ebbe a mirare,
Corsegli incontra e ben stretta l'abbraccia;
Già molto tempo non l'avea veduta:
Credia nel tutto di averla perduta.

Egli ha sì grande e subita allegrezza,
Che ogni altra cosa alor dimenticava;
Né più Marfisa, né Ranaldo aprezza.
Né di lor guerra più si racordava.
Il scudo e l'elmo via gettò con frezza,
E mille volte la dama baciava;
Stretta l'abbraccia in su quella campagna:
De ciò la dama se lamenta e lagna.