- Dove ne vai, - dicean - dove, briccone?
Getta la spada, ché sei morto o preso. -
Nulla risponde quel franco barone,
Ma vagli adosso di furore acceso.
Un de' giganti alciava un gran bastone,
Che era ferrato e de incredibil peso;
Mena a due mani adosso a Brandimarte,
Ma lui ben del scrimir sa il tempo e l'arte.

Da canto se gettò come uno uccello,
Sì che gionger nol puote per quel tratto;
L'altro gigante, con maggior flagello,
Crede al suo colpo de averlo disfatto.
Ma il cavallier, che tien l'occhio al pennello,
Fanne al secondo come al primo ha fatto,
Salta da questo e da quell'altro canto:
Se l'ale avesse, non farebbe tanto.

Ma lui ferì di spada quel gigante,
Che li avea data la prima percossa,
Che li spezzò le piastre tutte quante,
E feceli gran piaga entro una cossa.
Questo superbo avea nome Oridante,
Terribile e crudel e di gran possa;
L'altro compagno avea nome Ranchiera:
Del primo avea più forza e peggior ciera.

Questo Ranchiera col bastone in mano
Menò un traverso a Brandimarte al basso
Con gran ruina, e gionse al campo piano,
Ché il cavallier saltò davante un passo.
Oridante il crudel non menò in vano,
Anci gionse il destriero, e con fraccasso
Dietro alla sella su le groppe il prese,
Sì che sfilato in terra lo distese.

Subito è in piede lo ardito guerrero,
Né de esser vinto per questo se crede.
A terra morto rimase il destriero,
Lui con la spada se diffende a piede,
Ma ad ogni modo è occiso il cavalliero,
Se Dio de darli aiuto non provede,
Perché i giganti l'hanno in mezo tolto:
È morto al primo colpo che egli è còlto.

Ma gionse Orlando al ponto bisognoso,
Come io contai (non so se il ricordati),
Quando tornava dal bosco frondoso,
Dove Agricane e lui se eran sfidati.
Or quivi gionse quel conte animoso,
E vide e duo giganti inanimati
Intorno a Brandimarte a darli morte,
E del suo affanno gli rencrebbe forte;

Ché incontinente l'ebbe cognosciuto
A l'arme ed alla insegna che avea indosso,
Onde destina de donarli aiuto:
Sopra a Baiardo subito fu mosso.
Ranchiera vide Orlando che è venuto,
Venneli incontra quel gigante grosso;
Con Brandimarte Oridante se aresta:
Or cresce la battaglia, e più tempesta.

La battaglia comincia più orgogliosa
Che non fu prima, e de un'altra maniera.
Oridante ha la coscia sanguinosa,
E di far la vendetta al tutto spera;
Orlando de altra parte non se posa,
Ma presa ha una gran zuffa con Ranchera;
Par che l'aria se accende e il celo introna,
De sì gran colpi quel bosco risuona.

L'altro gigante se fermò da parte,
Ed alla dama attende ed al tesoro,
Che tolto avean per forza e con grand'arte
De le Isole Lontane a un barbasoro.
Ora ascoltati come Brandimarte
Con Oridante fa crudel lavoro:
Più non li appreza un dinarel minuto,
Poi che de Orlando se vede lo aiuto.

Menò un gran colpo quel cavallier franco
E gionse ad Oridante in su il gallone,
E tagliò tutto il sbergo al lato manco
E le piastre de acciaro e il pancirone,
E gran ferita gli fece nel fianco.
Il gigante gridando alciò il bastone,
E mena ad ambe mani a Brandimarte;
Ma lui di salto se gettò da parte.