Onde essa andava intorno, minacciando
Con calci quella rocca dissipare,
Ché avea vergogna di adoprarvi il brando.
L'altro bravare io non puotria contare,
Che eran assai maggior di questo; e quando
Più gente viva intorno non appare,
Ché ogni om per tema fugge dalle mura,
Sdegna de intrarvi, e torna alla pianura.
E giù tornando, a Ranaldo parlava
Dicendo: - Cavalliero, in quel girone
Stavvi una meretrice iniqua e prava,
Piena di frode e de incantazïone;
Ma quel che è peggio ed ancor più m'agrava,
Un re vi sta, che non ha paragone
De tradimenti, inganni e di mal fele:
Trufaldino è nomato quel crudele.
E quella dama Angelica se appella,
Che ha ben contrario il nome a sua natura,
Perché è di fede e di pietà ribella.
Onde io destino mettere ogni cura
Che non campi né 'l re né la donzella,
Che pur son chiusi dentro a quelle mura;
Poi che disfatto avrò la rocca a tondo,
Vo' pigliar guerra contra a tutto il mondo.
Primo Gradasso voglio disertare,
Che è re del gran paese Siricano;
Poi Agricane vado a ritrovare,
Che tutta Tartaria porta per mano.
Sin in Ponente mi conviene andare,
E disfarò la Franza e Carlo Mano;
Nanti a quel tempo levarmi di dosso
Maglia né usbergo né piastra non posso.
Ché fatto ho sacramento a Trivigante
Non dispogliarme mai di questo arnese
Insin che le provincie tutte quante,
E castelle e citade non ho prese;
Sì che, barone, tuoteme davante,
O prometti esser meco a queste offese,
Ché chiaramente e palese te dico:
Chi non è meco, quello è mio nemico. -
Per tal parole intese il fio de Amone
Che Angelica è la dentro e Trufaldino;
E in vero al mondo non ha due persone
Ché più presto volesse a suo domìno.
Al re ben portava odio per ragione,
Alla dama non già, per Dio divino!
Perché essa amava lui più che 'l suo core;
Ma incanto era cagion di tanto errore.
Voi la maniera sapeti e la guisa,
Però qua non la voglio replicare.
Ora rispose il principe a Marfisa:
- Con teco son contento dimorare
E star sotto tua insegna e tua divisa,
Sin che abbi Trufaldino a conquistare;
Ma già più oltra il partito non piglio,
Ché il loco e il tempo mi darà consiglio. -
Così acordati, se accamparno intorno
L'alta Marfisa e tutta la sua gente.
Senza far guerra via passò quel giorno,
Ma come a l'altro uscitte il sol lucente,
Ranaldo armosse e pose a bocca il corno,
Chiamando Trufaldino il fraudolente;
Crida nel suono, e con molto rumore
Renegato lo appella e traditore.
Quando il malvaggio da la rocca intese
Che giù nel campo a battaglia è appellato,
De l'alte mura subito discese
Pallido in viso e tutto tramutato,
Chiamando e' cavallieri in sue diffese,
Racordando a ciascun quel che ha giurato,
Di combatter per lui sino alla morte,
Alor che prima intrarno a quelle porte.
Angelica la dama in questo istante
Era in consiglio col re Galafrone,
Tratando di trar fuora Sacripante
E Torindo il gran Turco di pregione;
Fur le ragione audite tutte quante,
E ciascun disse la sua opinïone;
De trarli di pregione a tutti piace,
Purché al re Trufaldin faccian la pace.