E così fu concluso e statuito:
La dama fu mezana al praticare.
Sacripante de amore era ferito,
Quel che piace ad Angelica vôl fare.
Ma il re Torindo non volse il partito,
Pur parve a tutti di lasciarlo andare,
Con questo: che egli uscisse fuor del muro,
Perché ciascun là dentro sia securo;
E che tra lor non nasca più rumore,
E solo a quei di for guerra si faccia.
Uscì Torindo adunque a gran furore,
Ed aspramente a Trufaldin minaccia,
Chiamandolo per nome traditore.
Presto del poggio scender se procaccia;
Ed a Macon giura, mordendo il dito,
Che punirà colui che l'ha tradito.
Venne nel campo, e disse la cagione
Che l'avea fatto de là su partire;
E giura a Trivigante ed a Macone
Che ne farebbe Angelica pentire;
Perché a sua posta fu messo in pregione,
Ed era stato al rischio de morire;
Ora tal guidardon glie n'avia reso,
Che tenìa il traditor là sù diffeso.
Queste parole a Marfisa dicia,
Perché al suo pavaglion fu apresentato.
Ranaldo suona il corno tuttavia,
Chiamando Trufaldin can renegato.
Or se apresenta la battaglia ria,
Tal che Ranaldo, il sire aprezïato,
Non ebbe in altra mai più affanno tanto;
Ma questo narrarò ne l'altro canto.
Canto ventesimoprimo
Cantando qui di sopra, io vi lasciai
Come Ranaldo è sopra allo afferrante,
E con vergogna e vituperio assai
Disfida Trufaldino a sé davante;
E nella fin del canto io vi contai
Come fu spregionato Sacripante,
E fece pace col re Trufaldino;
Ma il re Torindo tenne altro camino.
Ora pone Ranaldo il corno a bocca,
E tal parole al tintinar risuona:
- O campioni, che seti nella rocca
In compagnia della mala persona,
Oditi quel che a tutti quanti tocca,
Sia cavalliero, o sia re de corona:
Chi non punisce oltraggio e tradigione,
Potendo farlo, lui ne è la cagione.
Ciascun che puote e non diveta il male,
In parte del deffetto par che sia;
Ed ogni gentilomo naturale
Viene obligato per cavalleria
Di esser nemico ad ogni disleale
E far vendetta de ogni villania;
Ma ciascuno de voi questo dispreza,
Ché pietà non aveti o gentileza.
Anci teneti vosco uno assassino,
Quel falso cane de Dio maledetto,
Dico il re di Baldaca, Trufaldino,
Malvaggio, traditor, pien de diffetto.
Ora me intenda il grande e il piccolino:
Tutti ve isfido e nel campo vi aspetto;
E vo' provarvi, con la spada in mano,
Che ognom de voi è perfido e villano. -
Con tal parole e con altre minaccia
Tutti quei cavallieri il fio de Amone;
Lor se guardavan l'uno e l'altro in faccia,
Ché chiaro aveano inteso quel sermone;
De loro alcun non è che ben non saccia
Che a torto prenderà la questïone;
Ché Trufaldin da tutti era stimato
Iniquo, traditore e scelerato.