Così più volte in diversa maniera
Al modo sopradetto foi mostrata,
E sì for di sospetto il zeloso era,
Che spesso me appellava per cognata.
Fo dapoi cosa facile e legiera
Indi partirsi; perché una giornata
Ordauro a Folderico disse in breve
Che quella aria marina è troppo greve;
E che non era stato una ora sano,
Dapoi che venne quivi ad abitare;
Sì che al giorno sequente e prossimano
Nel suo paese volea ritornare,
Ch'era da tre giornate indi lontano.
Or Folderico non se fie' pregare,
Ma per se stesso se fo proferito
A farce compagnia for de quel sito.
E con noi venne forse da sei miglia,
E poi con fretta adietro ritornava.
Ora io non so s'egli ebbe meraviglia,
Quando alla rocca non me ritrovava.
La lunga barba e le canute ciglia,
Maledicendo il cel, tutte pelava;
E destinato de averme o morire,
Nostro camino se pose a seguire.
E non avendo possa, né ardimento
Di levarme per forza al giovanetto,
Veniaci dietro con gran sentimento,
Del qual troppo era pieno il maledetto.
Ora ciascun di noi era contento,
Io, dico, e Ordauro, quel gentil valletto,
Che senza altro pensier ne andamo via;
Forse da trenta eramo in compagnia.
Scudieri e damiselle eran costoro,
Tutti senza arme caminando adaggio;
Emo la vittualia e argento ed oro
Posto sopra gambeli al carrïaggio;
Perché tutta la robba e il gran tesoro
Che possedeva quel vecchio malvaggio,
Avevamo noi tolta alla sicura,
Là dove io venni per la tomba oscura.
Già la prima giornata caminando
Aveàn passata senza impedimento;
Ordauro meco ne venìa cantando,
Ed avea indosso tutto il guarnimento
Di piastre e maglia, e cento al fianco il brando;
Ma la sua lancia e il bel scudo d'argento
E l'elmo adorno di ricco cimero
Gli eran portati apresso da un scudero:
Quando davanti, in mezo del camino,
Scontramo un damigello in su l'arcione.
Quel veniva cridando: "Ahimè tapino!
Aiuto! aiuto! per lo Dio Macone";
Ed era alle sue spalle uno assassino
(Così sembrava in vista quel fellone);
Correndo a tutta briglia per il piano
Seguiva il primo con la lancia in mano.
Per il traverso di quel bosco ombroso
Passarno e duo, correndo a gran flagello.
Ordauro de natura era pietoso,
Onde gli increbbe di quel damigello,
E posesi a seguir senza riposo;
Ma ciascun di color parea uno uccello,
Ch'eran senza arme e scarchi e lor destrieri,
Però veloci andavano e legieri.
Ordauro il suo ronzone avea coperto
Di piastra e maglia, onde ebbe molto affanno:
E per esser lui di malizia experto,
Ebbe oltra alla fatica ancor gran danno;
Perché, come io conobbi poi di certo,
Sol Folderico avea fatto ad inganno
Quel giovanetto e quel ladron venire,
Acciò che Ordauro gli avesse a seguire.
E come fu da noi sì dilungato,
Che di gran lunga più non si vedia,
Il falso vecchio se fu dimostrato,
Con circa a vinti armati in compagnia.
Ciascun de' nostri se fu spaventato,
Chi qua chi là per lo bosco fuggia,
Né fu chi se ponesse alle diffese,
Onde il vecchiardo subito me prese.