E nella gionta un gran colpo li mena:
Non ebbe mai la dama uno altro tale,
Che quasi se stordì con grave pena.
Par che il re Sacripante metta l'ale,
Né l'estrema possanza e l'alta lena
Della regina a questo ponto vale;
Tanto è veloce quel baron soprano,
Che ciascun colpo della dama è vano.

Egli era tanto presto quel guerrero,
Che a lei girava intorno come occello,
E schiffava e soi colpi de legiero,
Ferendo spesso a lei con gran flagello.
Frontalate avea nome quel destriero,
Qual fu cotanto destro e tanto isnello,
Che quando Sacripante a quello è in cima,
Gli omini tutti e il mondo non istima.

Quel bon destrier, che fu senza magagna,
E sì compito che nulla gli manca,
Baglio era tutto a scorza di castagna,
Ma sino al naso avea la fronte bianca.
Nacque a Granata, nel regno di Spagna:
La testa ha schietta e grossa ciascuna anca;
La coda e côme bionde a terra vano,
E da tre piedi è quel destrier balzano.

Quando gli è sopra Sacripante armato,
De aspettar tutto il mondo si dà vanto;
Ben ha di lui bisogno in questo lato,
Né mai ne la sua vita ne ebbe tanto,
Dapoi che con Marfisa èssi afrontato.
La zuffa vi dirò ne l'altro canto,
Che per l'uno e per l'altro, a non mentire,
Assai fu più che far ch'io non so dire.

Canto terzo

Marfisa vi lasciai, ch'era affrontata
Ne l'altro canto al re de Circasia.
Benché sia forte la dama pregiata,
Quel re circasso un tal destriero avia,
Che non vi era vantaggio quella fiata.
De ira Marfisa tutta se rodia,
E mena colpi fieri ad ambe mano;
Ma nulla tocca e ciascaduno è vano.

Ecco il re che ne vien come un falcone,
Gionge a traverso quella nel guanzale;
Essa risponde a lui d'un riversone
Quanto puote più presto, ma non vale,
Ché via passa de un salto quel ronzone
Da l'altro lato, come avesse l'ale.
Mena a quel canto ancor la dama adorna:
De un altro salto lui di qua ritorna.

Il re percosse lei sopra una spalla,
Ma non se attacca a quella piastra il brando,
E giù nel scudo con fraccasso calla,
Quanto ne prende a terra roïnando.
Or se Marfisa un sol colpo non falla,
Per sempre il pone della vita in bando;
Se una sol volta a suo modo l'afferra,
Feso in due pezzi lo distende a terra.

Come un castello in cima d'un gran sasso
Intorno è d'ogni parte combattuto,
Giù manda pietre e travi a gran fraccasso,
Chiunche è di sotto sta ben proveduto;
Mentre che la roina calla al basso,
Ciascun cerca schiffando darsi aiuto:
Questa battaglia avea cotal sembiante,
Che è tra Marfisa e il forte Sacripante.

Lei sembrava dal celo una saetta,
Quando menava sua spada tagliente,
E mettia nel ferir cotanta fretta,
Che l'aria sibillava veramente.
Ma giamai Sacripante non l'aspetta,
Mai non è in terra quel destrier corrente;
Di qua, di là, da fronte e da le spalle,
Quasi in un tempo col brando l'assalle.