Io ve dissi, segnore, e dico ancora,
Che sopra la montagna di Carena
Quel giovane fatato fa dimora,
Che al mondo non ha par di forza e lena;
Né so se ve ricorda, io dissi alora
Che se avrebbe a trovarlo molta pena,
Però che 'l suo maestro è negromante,
E ben lo guarda, ed ha nome Atalante.
Questo ha un giardino al monte edificato,
Quale ha di vetro tutto intorno il muro,
Sopra un sasso tanto alto e rilevato
Che senza tema vi può star sicuro.
Tutto d'incerco è quel sasso tagliato;
Benché sia grande a maraviglia e duro,
Da gli spirti de inferno tutto quanto
Fu in un sol giorno fatto per incanto.
Né vi si può salir, se nol concede
Quel vecchio che là sopra è guardïano.
Omo questo giardin giamai non vede,
O stiali apresso o passi di lontano.
Io so che Rodamonte ciò non crede:
Mirati come ride quell'insano!
Ma se uno annel ch'io sazo, pôi avere,
Questo giardino ancor potrai vedere.
L'annello è fabricato a tal ragione
(Come più volte è già fatto la prova)
Che ogni opra finta de incantazïone
Convien che a sua presenzia se rimova.
Questo ha la figlia del re Galafrone,
Qual nel presente in India se ritrova,
Presso al Cataio, intra un girone adorno,
Ed ha l'assedio di Marfisa intorno.
Se questo annello in possanza non hai,
Indarno quel giardin se può cercare,
Ma sii ben certo non trovarlo mai.
Dunque senza Rugier convien passare,
E tutti sosterriti estremi guai,
Né alcun ritornarà di qua dal mare;
Ed io ben vedo come vôl fortuna
Che Africa tutta sia coperta a bruna. -
Poi che ebbe il vecchio re così parlato
Chinò la faccia lacrimando forte.
- Più son - dicea - de gli altri sventurato,
Ché cognosco anzi il tempo la mia sorte;
Per vera prova di quel che ho contato,
Dico che gionta adesso è la mia morte:
Come il sol entra in cancro a ponto a ponto,
Al fine è il tempo di mia vita gionto.
Prima fia ciò che una ora sia passata;
Se comandar volete altro a Macone,
A lui riportarò vostra ambasciata.
Tenete bene a mente il mio sermone,
Ch'io l'aggio detto e dico un'altra fiata:
Se andati in Franza senza quel barone
Qual ve ho mostrato che è la nostra scorta,
Tutta la gente fia sconfitta e morta. -
Non fu più lungo il termine o più corto,
Come avea detto quel vecchio scaltrito:
Nel tempo che avea detto cadde morto.
Il re Agramante ne fu sbigotito,
E preseno ciascun molto sconforto;
E qualunche di prima era più ardito,
Veggendo morto il re nanti al suo piede,
Ciò che quel disse, veramente crede.
Ma sol de tutti Rodamonte il fiero
Non se ebbe di tal cosa a spaventare,
Dicendo: - Anco io, segnor, ben che legiero,
Avria saputo questo indovinare;
Ché quel vecchio malvaggio e trecolero
Più lungamente non puotea campare.
Lui, che era de anni e de magagne pieno,
Sentia la vita sua che venìa meno.
Or par che egli abbi fatto una gran prova,
Poi che egli ha detto che 'l debbe morire.
È forse cosa istrana o tanto nova
Vedere un vecchio la vita finire?
Stative adunque, e non sia chi si mova;
Di là dal mare io vo' soletto gire,
E provarò se 'l celo ha tal possanza,
Che me diveti incoronare in Franza. -