E quivi non farem lungo dimoro,
Ché povra gente son questi villani.
Io vo' condurvi dove è il gran tesoro,
Giù nella ricca Francia a i grassi piani.
Tutti portano al collo un cerchio d'oro,
Come vedreti, questi fraudi cani,
Sì che del perso non vi dati lagno,
Ché noi siam gionti al loco del guadagno. -
Così la gente sua va confortando
Re Rodamonte con parlare ardito;
Questo e quello altro per nome chiamando,
Gli invita a riposar sopra a quel lito.
Or de Arcimbaldo vi verrò contando,
Che nel castel di Monico è fuggito,
Rotto e sconfitto ed a morte piagato,
Come di sopra a ponto io ve ho contato.
Come alla rocca fu dentro alle mura,
Al patre un messaggiero ebbe mandato,
Che gli contasse di questa sciagura
El fatto tutto, come era passato.
De avvisar Naimo ancora ha preso cura,
Qual già dentro a Marsilia era arivato,
E mandò ad esso un altro messaggiero,
Che gli raconta il fatto tutto intero.
Re Desiderio fu molto dolente,
Quando egli intese la novella fiera;
Uscitte de Savona incontinente,
Spiegando al vento sua real bandiera;
A Monico ne vien con la sua gente.
Da l'altra parte il duca di Bavera
Si mosse di Marsilia con gran fretta,
Per far de' Saracini aspra vendetta.
Ciascuna schiera a gran furia camina,
Dico Francesi e gente italïana,
E l'una vidde l'altra una matina
Da due vallette non molto lontana.
In mezo è Rodamonte alla marina,
Dove accampata ha sua gente africana.
Quel forte saracin dal crudo guardo
Vidde nel monte gionto il re lombardo,
Con tante lancie e con tante bandiere
Che una selva de abeti se mostrava;
Tutta coperta di piastre e lamiere
La bella gente il poggio alluminava.
Cridando Rodamonte in voce altiere
Chiama sua gente e l'armi dimandava,
E in un momento fu tutto guarnito
Di piastra e maglia il giovanetto ardito.
Fuor salta a piedi, e non avea destriero,
Ché per fortuna l'ha perso nel mare.
Or se leva a sue spalle il crido fiero
Per l'altra gente che nel poggio appare,
Io dico Naimo, Ottone e Belengiero,
Che d'altra parte vengono arivare,
Roberto de Asti e 'l conte di Lorena
Con Bradamante, che la schiera mena.
Avanti a gli altri vien quella donzella,
E bene al suo german tutta assomiglia;
Proprio assembra Ranaldo in su la sella,
E di bellezza è piena a meraviglia.
Costei mena la schiera a gran flagella;
Ma Rodamonte, levando le ciglia,
Gionta la gente vede in ogni lato,
Che quasi intorno l'ha chiuso e serrato.
A' suoi rivolto con la faccia oscura,
Disse: - Prendeti qual schiera vi piace,
O questa o quella, ch'io non ne do cura;
L'altra soletto, per lo Dio verace,
Voglio mandare in pezzi alla pianura. -
Così parlava quel giovane audace,
Ma la sua gente, che ha per lui gran core,
Verso e Lombardi è mossa con furore.
Trombe e tamburi a un tratto e cridi altieri
Oditi fôrno intorno ad ogni lato;
Re Desiderio e' soi bon cavallieri
Mena a roina il popol rinegato;
A benché e Saracin eran sì fieri
Per la prodezza del suo re appregiato,
Che, ancor che fusser de' Lombardi meno,
Perdiano a palmo a palmo il suo terreno.