Onde, biasmando tal disaventura,
Via se ne vanno, e non san che se fare.
Ciascuno aveva indosso l'armatura,
Che a piede è mala cosa da portare.
Or, caminando per quella pianura,
Sopra de un fiume vennero arivare.
Oltre a quella acqua, in un bel prato piano,
Stava una dama col destriero a mano.
Da l'altra ripa, aponto ove si varca,
Era la dama del destrier discesa;
In mezo il fiume, sopra de una barca,
Un'altra dama avea seco contesa.
Quella di là quest'altra molto incarca
De biasmi, e de ogni inganno l'ha ripresa,
- Perfida, - a lei dicendo - a che cagione
M'hai qua passata a ponermi in pregione? -
Altre parole usarno ancor tra loro,
Sì come l'una dama a l'altra dice.
Mentre che contendeano a tal lavoro,
Orlando gionse in su quella pendice,
Ed ebbe visto il destrier Brigliadoro,
Che già gli tolse quella traditrice;
Non so se aveti alla istoria il pensiero,
Quando Origilla a lui tolse il destriero.
Quella Origilla che già sopra al pino
Si stava impesa per le chiome al vento,
E poi, campata dal bon paladino,
Gli tolse Brigliadoro a tradimento;
Né molto dopo in Orgagna al giardino,
Ove fu l'opra dello incantamento,
Di novo ancor la perfida villana
Li tolse il bon destriero e Durindana.
Orlando quivi la trovò contendere
Con l'altra, come io ho detto pur mo.
Or, bei segnor, voi doveti comprendere
Che la fiumana di cui parlato ho,
È quella ove Ranaldo volse scendere
Con tre compagni, e mai non ritornò,
Ma fu ad inganno ne la nave preso
Da Balisardo, come aveti inteso.
Sì come il conte vidde la donzella
Che col destriero a l'altra ripa stava,
Amor di novo ancora lo martella,
Né il doppio inganno più si ramentava,
Che gli avea fatto quella anima fella;
Lui fuor di modo più che inanzi amava.
Chiese di grazia a quella passaggiera
Che per mercè lo varca la riviera.
Ed Origilla, che cognobbe il conte,
Ben se credette alora de morire;
Pallida viene ed abassa la fronte,
E per vergogna non sa che se dire.
Intorno ha il fiume senza varco o ponte,
E gionta è in loco che non può fuggire;
Ma non bisogna a lei questa paura,
Ché Orlando l'ama fuor d'ogni misura.
E ben ne fece presto dimostranza,
Come a lei gionse, con dolci parole.
Essa piangendo, o facendo sembianza,
Sì come far ciascuna donna suole,
Al conte dimandava perdonanza,
E tanto invilupò frasche e vïole,
Come colei che a frascheggiare era usa,
Che al suo fallire aritrovò la scusa.
Mentre che fu tra loro il ragionare
Alla riviera sopra al verde piano,
Odirno ad alto un corno risuonare
Del castelletto sopra al poggio altano;
E poi vidderno al ponte giù callare
E scendere alla costa il castellano.
Senz'arme quel vecchione in arcion era,
Ma seco avea d'armati una gran schiera.
Come fu gionto, al conte fie' riguardo,
E salutollo assai cortesemente;
Poi, sì come era usato, quel vecchiardo
Narrò la loro usanza e conveniente
Del ponte ove dimora Balisardo,
Qual consumata avea cotanta gente;
Come era incantator, falso e ribaldo,
E ciò che prima avea detto a Ranaldo.