Era quel Brandimarte saracino,
Ma de ogni legge male instrutto e grosso,
Però che fu adusato piccolino
A cavalcare e portar l'arme in dosso;
Onde, ascoltando adesso il paladino
Che a Dio se aricomanda a più non posso,
Chiamando ciascun Santo benedetto,
Li adimandava quel che avesse detto.

E benché il conte fosse in tal tormento,
Pur, per salvar quella anima perduta,
Prima narrògli il vecchio Testamento,
E poi perché Dio vôl che quel se muta;
Gli narrò tutto il novo a compimento,
E tanto a quel parlare Idio l'aiuta,
Che tornò Brandimarte alla sua Fede,
E come Orlando drittamente crede.

Benché lì non se possa battizare,
Pur la credenza avea perfetta e bona,
E poi che alquanto fu stato a pensare,
Verso del conte in tal modo ragiona:
- Tu m'hai voluto l'anima salvare,
Ed io vorei salvar la tua persona,
S'io ne dovessi ancor quivi morire;
Or se 'l te piace, il modo pôi odire.

Tu dèi comprender così ben come io,
Che per te solo è fatta questa presa,
Perché tra Saracini èi tanto rio,
E de Cristianità sola diffesa.
Ora, se io prendo il tuo nome e tu il mio,
Non avendo altri questa cosa intesa,
Né essendo alcun di noi qua cognosciuto,
Forse serai lasciato, io ritenuto.

Io dirò sempre mai ch'io sono Orlando,
Tu de esser Brandimarte abbi la mente;
Guârti che non errasti ragionando,
Ché guastaresti il fatto incontinente.
Ma, se esci fuore, a te mi racomando:
Cerca di trarme del loco presente;
E se io morissi al fondo dove io sono,
Prega per l'alma mia tu che sei bono. -

Quasi piangendo quel baron soprano
In cotal modo il suo parlar finia.
Allora il conte, che era tanto umano:
- Non piaccia a Dio, - dicea - che questo sia!
Speranza ha ciascadun ch'è Cristïano,
Nel re del celo e nella Matre pia;
Lui ce trarà per sua mercè de guai,
Ma senza te non uscirò giamai.

Ma se tu uscissi, io restaria contento,
Pur che tu me prometta tutta fiata,
Per preghi, né minacce, né spavento
De non lasciar la fede che hai pigliata.
La nostra vita è una polvere al vento,
Né se debbe stimar né aver sì grata,
Che per salvarla, on allungarla un poco,
Si danni l'alma nello eterno foco. -

Diceva Brandimarte: - Alto barone,
Già molte volte odito ho racontare
Che del servigio perde il guiderdone
Colui che for de modo fa pregare;
Io ti cheggio, per Dio di passïone,
Che quel che ho detto, tu lo vogli fare;
E quando far nol vogli, io te prometto
Ch'io tornarò di novo a Macometto. -

Orlando non rispose a quei sermoni,
Né acconsentitte e non volse desdire.
Eccoti gente armate de ronconi
Che alla pregion la porta fanno aprire.
Diceva il caporale: - O campïoni,
Quale è Orlando di voi, debba venire;
Quel che è desso, lo dica e venga avante,
Ché appresentar conviense a Manodante. -

Brandimarte rispose incontinente,
Che apena non avea colui parlato;
Il conte Orlando diceva nïente,
Ma sospirando si stava da lato.
Or tolse Brandimarte quella gente,
E così proprio come era legato
(Che far non può diffesa né battaglia)
Al re lo presentò quella sbiraglia.