Manodante era di natura umano,
Però piacevolmente a parlar prese,
Dicendo: - Ria fortuna e caso istrano
A mio dispetto mi fa discortese;
E ben ch'io sappia che sei cristïano,
Nemico a nostra legge di palese,
Sapendo tua virtute e il tuo valore,
Assai me incresce a non te fare onore.

Ma la natura mi strenge sì forte
E la compassïon de un mio figliolo,
Che, a dirti presto con parole corte,
A te per lui convien portar il dôlo.
Crudel destino e la malvaggia sorte
De duo mi avea lasciato questo solo;
Dece ed otto anni ha di ponto il garzone:
Morgana entro ad un lago l'ha pregione.

Questa Morgana è fata del Tesoro;
E perché par che già tu dispregiasti
Non so che cervo che ha le corne d'oro,
E sue aventure e soi incanti li hai guasti,
(Ti debbi ramentar questo lavoro,
Onde ogni breve dir credo che basti),
Per questo te persegue in ogni banda,
E sol de averti a ciascadun dimanda.

Onde per fare il cambio di mio figlio
In questa notte ti feci pigliare,
E per trare esso di cotal periglio
A quella fata ti voglio mandare;
A benché di vergogna io sia vermiglio,
Pensando ch'io te fo mal capitare,
Sapendo che tu merti onore e pregio;
Ma altro rimedio al suo scampo non vegio. -

Tenendo il re chinato a terra il viso
Fece fine al suo dir, quasi piangendo.
Rispose Brandimarte: - Ogni tuo aviso
Sempre servire ed obedire intendo,
Se mille miglia ancor fossi diviso
Da questo regno; or tuo pregione essendo,
Disponi a tuo volere ed a tuo modo,
Ch'io vo' di te lodarme ed or mi lodo.

Ma ben ti prego per summa mercede
Che, potendo campare il tuo figliolo
Per altra forma, come il mio cor crede,
Che tu non me conduchi in tanto dôlo.
Or, se te piace, alquanto ascolta e vede:
Termine da te voglio un mese solo,
E che tu lasci l'altro compagnone,
Ed io starò tra tanto alla pregione,

Pur che il compagno che meco fo preso,
Subitamente sia da te lasciato.
Sopra alle forche voglio essere impeso,
Se in questo tempo ch'io ho da te pigliato
Non ti è il tuo figliol sano e salvo reso,
Perché in quel loco il cavalliero è stato.
Sopra alla Fede mia questo ti giuro,
Ed andarane e tornarà securo. -

Queste parole Brandimarte usava
Ed altre molte più che qui non scrivo,
Come colui che molto ben parlava
Ed era in ogni cosa troppo attivo.
Al fin quel vecchio re pur se piegava;
A benché fosse di quel figlio privo,
E lo aspettare a rivederlo un mese
Paresse uno anno, e' pur l'accordio prese.

Brandimarte si pose ingenocchione,
Il re di questo assai ringrazïando,
E poi fu rimenato alla prigione,
E tratto fuor di quella il conte Orlando.
Or chi direbbe le dolci ragione
Che ferno e due compagni lacrimando,
Allor che il conte convenne partire?
Quanto gli increbbe, non potrebbi io dire.

Sapean già il patto com'era fermato,
Che al termine de un mese die' tornare;
Onde, avendo da lui preso combiato,
Con una nave si pose per mare.
In pochi giorni a terra fu portato,
Poi per la ripa prese a caminare,
Dietro a l'arena, per la strata piana,
Tanto che gionse al loco di Morgana.