E Fiordelisa menava gran pianto,
Come colei che morta se vedia,
E 'l cavallier ne faceva altro tanto,
E de ira e de dolor quasi moria.
Egli è coperto de arme tutto quanto,
E di camparla non vede la via;
Se ben salisse, salirebbe invano,
Ché a suo mal grato fia gettata al piano.

Onde con pianto e con dolce preghiera
Incominciò Marfisa a supplicare
Che non voglia esser sì spietata e fiera,
Sé proferendo e ciò che potea fare.
Sorrise alquanto la donzella altiera,
Poi disse: - Queste zanze lascia andare:
Se costei vôi campare, egli è mestiero
Che l'arme tu me doni e il tuo destriero. -

Or non fu molta indugia a questo fatto,
Ché ciascaduno il prese per megliore.
A Brandimarte parve un bon baratto
Se ben cambiasse per sua dama il core;
Così Marfisa ancora attese il patto,
E, preso che ebbe l'armi e il corridore,
Lasciò la dama che avea giù portata,
E salta in sella e via cavalca armata;

E via passando con molta baldanza,
Come colei che fu senza paura,
Trovò duo che èno armati a scudo e lanza
Sopra duo gran ronzoni alla pianura.
Costor fôr quei che la menarno in Franza.
Ma poi vi conterò questa aventura,
E torno a Brandimarte e Fiordelisa,
Come Turpin la istoria a me divisa.

Brandimarte montò nel palafreno
Della sua dama, e quella tolse in groppa,
E cavalcando assai per quel terreno
Trovarno a lato a un fiume una alta pioppa,
E nella cima, o ver nel mezo almeno,
Stava un ribaldo e cridava: - Galoppa,
Galoppa, Spinamacchia e Malcompagno,
Ché qua di sotto è robba da guadagno. -

Il cavallier, che intese tal latino,
Fermosse a quello, e non sa che si fare,
Perché cognobbe che egli è un malandrino,
Qual chiamava e compagni per robbare;
E lui se trova sopra a quel ronzino,
Né vede modo a poterse aiutare,
Ché non ha spata né scudo né maglia;
Trovar non sa diffesa che li vaglia.

E già scoperti son forse da sette,
Chi a piedi, chi a destrier, di quella gente.
"Or non bisogna che quivi gli aspette!"
Diceva Brandimarte in la sua mente;
E per la selva correndo se mette,
E lor non lo abandonan per nïente,
Ma chi dice: - Sta forte! - e chi minaccia:
Già più di trenta sono a dargli caccia.

Oh quanto se vergogna il cavalliero
Fuggir davante a gente sì villana!
Che se egli avesse l'arme e il suo destriero,
Non se trarebbe adietro a meza spana.
Or via fuggendo per stretto sentiero
Gionse intra un prato, ove era una fontana:
Cinto d'intorno è da la selva il prato,
E uno altissimo pino a quello a lato.

Fuggendo il cavallier con disconforto,
Come io vi dico, e molto mal contento,
Un re vidde alla fonte, che era morto,
Ed avea in dosso tutto il guarnimento;
E Brandimarte come ne fo accorto,
Ad accostarsi ponto non fu lento,
E prese il brando, che avea nudo in mano,
E giù del palafren saltò nel piano.

Il manto se rivolse al braccio manco,
E con la spada e malandrini affronta.
Mai non fu campïon cotanto franco:
Questo tocca di taglio, e quel di ponta,
A l'uno il petto, a l'altro passa il fianco.
Or che bisogna che più ve raconta?
Tutti e ladroni occise in poco de ora,
Sì ben col brando intorno egli lavora.