E poco apresso li ebber ritrovati
Con brandi nudi a fronte in una valle,
A benché ancor non fussero attaccati,
Ché troppo presto gli fôrno alle spalle;
Ed altri che più avanti erano andati,
Trovâr la dama, che per stretto calle
Fuggia per aguatarsi in un vallone,
E lei menarno avanti al re Carlone.

Il re da poscia la fece guardare
Al duca Namo con molto rispetto,
Deliberando pur de raconciare
Ranaldo e Orlando insieme in bono assetto,
Promettendo a ciascun di terminare
La cosa con tal fine e tal effetto,
Che ogniom iudicherebbe per certanza
Lui esser iusto e dritto a la bilanza.

Poi, ritornati in campo quella sera,
Fece gran festa tutto il baronaggio,
Però che prima Orlando perduto era,
Né avean di lui novella né messaggio.
Or la matina la real bandera
Verso Parigi prese il bon vïaggio.
Io più con questi non voglio ire avante,
Perché oltra al mare io passo ad Agramante.

Il qual lasciai nel monte di Carena
Con tanti re meschiati a quel torniero,
E forte sospirando se dimena,
Perché abattuto al campo l'ha Rugiero;
Ed esso ancora stava in maggior pena,
Ché era ferito il giovanetto fiero:
La cosa già narrai tutta per ponto,
Sì che ora taccio e più non la riconto.

E sol ritorno che, essendo ferito,
Come io vi dissi, il giovenetto a torto
Da Bardulasto, qual l'avea tradito,
Benché da lui fu poi nel bosco morto,
Nascosamente si fu dipartito,
Né alcun vi fu di quel torniero accorto,
E gionse al sasso, sopra alla gran tana,
Ove è Atalante e 'l re de Tingitana.

Quando Atalante vidde il damigello
Sì crudelmente al fianco innaverato,
Parve esso al cor passato di coltello,
Cridando: - Ahimè! che nulla me è giovato
Lo antivedere il tuo caso sì fello,
Benché sì presto non l'avea stimato. -
Ma il pro' Rugier facendo lieto viso
Quasi il rivolse da quel pianto in riso.

- Non pianger, non, - dicea - né dubitare,
Che, essendo medicato con ragione,
Sì come io so che tu saprai ben fare,
Non avrò morte, e poca passïone;
E peggio assai mi parve alor di stare
Quando occise nel monte quel leone,
E quando prese ancora l'elefante
Che tutto il petto mi squarciò davante. -

Il vecchio poi, veggendo la ferita,
Che non era mortal, per quel che io sento,
Poi che la pelle insieme ebbe cusita,
La medica con erbe e con unguento.
Ora Brunello avea la cosa udita,
Sì come era passato il torniamento,
E prestamente immaginò nel core
De aver di quello il trïonfale onore.

Subitamente prese la armatura
Che avea portata il giovane Rugiero.
Benché sia sanguinosa, non se cura,
Salta sopra Frontino, il bon destriero,
E via correndo giù per la pianura
Gionse che ancor ogniom era al torniero;
Ma, come gli altri il viddero arivare,
Fugge ciascuno e nol vôle aspettare.

Ed Agramante, il quale era turbato
Per la caduta, come io vi contai,
Avendo il brando suo riposto a lato,
Dicea: - Per questo giorno è fatto assai,
Se pur Rugier se fosse ritrovato;
Ma ben credo io che non si trovi mai. -
E fatto ritrovare il re Brunello,
A sé lo dimandò con tale appello: