- Io credo per mostrar tua vigoria
Che oggi dicesti colui ritrovare,
Il qual non credo ormai che al mondo sia,
Se non è sopra al celo o sotto al mare;
E ben te giuro per la fede mia,
Che io te ho veduto in tal modo provare
Che, avendo gli altri tutti il mio pensiero,
Non se andrebbe cercando altro Rugiero. -
Rispose a lui Brunello: - Al vostro onore
Sia fatto quel ch'io feci o bene o male;
E tutta mia prodezza o mio valore
Tanto me è grata, quanto per voi vale;
Ma più voglio alegrarvi, alto segnore,
Perché trovato è il giovane reale,
Dico Rugiero. È disceso dal sasso;
Prima lo avriti che sia il sole al basso. -
Quando Agramante intese così dire,
Nella sua vita mai fu più contento;
Con gli altri verso il sasso prese a gire,
Né se ricorda più de torniamento;
A benché molti non potean soffrire,
Mirando il piccolin che pare un stento,
Aver contra di lui quel campo perso,
Onde ciascun lo guarda de traverso.
Or, così andando, gionsero al boschetto,
Ove era Bardulasto de Alganzera,
Partito da la fronte insino al petto.
Sopra al suo corpo se fermò la schiera,
Però che il re, turbato ne lo aspetto,
A' circonstanti dimandò chi egli era;
E benché avesse il viso fesso e guasto,
Pur cognosciuto fu per Bardulasto.
Non se mostrò già il re di questo lieto,
Anzi turbato cominciava a dire:
- Chi fu colui che contra al mio deveto
Villanamente ardito ha di ferire? -
A tal parlar ciascun si stava queto,
Né alcuno ardiva ponto de cetire;
Veggendo il re che in tal modo minaccia,
Tutti guardavan l'uno l'altro in faccia.
E come far se suole in cotal caso,
Mirando ognuno or quella cosa or questa,
Fu visto il sangue il quale era rimaso
Ne l'arme de Brunello e sopravesta.
Per questo fu cridato: - Ecco il malvaso
Che occise Bardulasto alla foresta! -
Né avendo ciò Brunello apena inteso,
Da quei de intorno subito fu preso.
Esso cianzava, e ben gli fa mestiero,
E sol la lingua gli può dare aiuto,
Dicendo a ponto sì come Rugiero
Con quelle arme nel campo era venuto;
Ma sì rado era usato a dire il vero,
Che nel presente non gli era creduto.
Ciascun cridando intorno a quella banda,
Sopra alle forche al re l'aricomanda.
Onde esso, che se trova in mal pensero,
Del re e de gli altri se doleva forte,
Narrando come era ito messaggero
Per quello annello a risco de la morte.
Gli altri ridendo il chiamano grossero,
Poi che servigi ramentava in corte;
Però che ogni servire in cortesano
La sera è grato e la matina è vano.
Proprio è bene un om dal tempo antico
Chi racordando va quel ch'è passato;
Ché sempre la risposta è: "Bello amico,
Stu m'hai servito, ed io te ho ben trattato";
E per questo Brunel, come io vi dico,
Era da tutti intorno caleffato,
E ciascadun di lui dice più male,
Come intraviene a l'om che troppo sale.
Ora fu comandato al re Grifaldo
Ch'incontinente lo faccia impiccare;
Onde esso, che a tal cosa era ben caldo,
Diceva: - S'altri non potrò trovare,
Con le mie mani lo farò di saldo. -
E prestamente lo fece menare
Di là dal bosco, a quel sasso davante
Ove Rugier si stava ed Atalante.