Lui da una parte, da l'altra Viviano
Uscirno di quel bosco a gran furore.
Diceva Feraguto: - Odi, germano,
Ch'io non sentitte mai tanto rumore!
Questo è veramente Carlo Mano.
Or bisogna mostrar nostro valore;
Abench'io voglia te sempre obedire,
Per tutto il mondo non voria fuggire. -

- Come fuggir? - rispose Rodamonte
- Hai tu di me cotale opinïone?
Senza te solo io vo' bastare a fronte
A tutti e cristïani e al re Carlone,
E alle gente di Spagna seco aggionte.
Se sopra il campo vi fosse Macone
E tutto il paradiso con lo inferno,
Non me farian fuggire in sempiterno. -

Mentre che e duo baron stavano in questa,
Ragionando tra lor con cotal detti,
E Malagise uscì de la foresta,
Già non stimando mai che alcun lo aspetti,
Però che seco avea cotal tempesta
De urli e de cridi da quei maledetti,
Che sotto gli tremava il campo duro:
Dal lor fiatare è fatto il celo oscuro.

Venìa davanti agli altri Draginazza,
Che avea le corne a l'elmo per insegna;
Questo di rado a vil gente se abbrazza:
Tra gli superbi alle gran corte regna.
La lancia ha col pennone e spada e mazza,
Ma di portare il scudo se disdegna.
Questo si serra adosso a Rodamonte,
E con la lancia il gionse ne la fronte.

Avea la lancia il fer tutto di foco,
Che entrò alla vista ed arse ambe le ciglia:
E questo mosse Rodamonte un poco,
Perché ebbe di tal fatto meraviglia;
Ma urtò il ronzon cridando: - Aspetta un poco,
Giotton, giotton, ché tua faccia somiglia
Proprio al demonio mirandoti apresso,
E certamente io credo che sei desso. -

Al fin de le parole il brando mena,
Come colui che avea forza soprana,
E fu il gran colpo de cotanta lena,
Che dentro lo passò più d'una spana,
E dette a Draginazza una gran pena,
Benché il passasse come cosa vana;
Ma gli altri maledetti gli èno adosso
Con tanta furia, che contar nol posso.

E lui per questo non è meno ardito,
Non ve pensati che 'l dimandi aiuto;
Or questo or quel demonio avea colpito:
Già se pente ciascun d'esser venuto,
E Draginazza via ne era fuggito:
Ma molti sono adosso a Feraguto,
E sopra a tutti un gran dïavolone,
E questo è Malagriffa dal rampone.

Con quel rampone agriffa gli usurari,
Conducendoli a ponto ove li piace,
Perché ha possanza sopra de li avari,
E giù gli coce in quel fuoco penace,
E piglia preti e frati e i scapulari,
Perché ciascun di loro è suo seguace.
Ora al presente a Feraguto è intorno;
Ben se diffende il cavalliero adorno.

E quel ferì de un colpo sì diverso,
Che io vi so dir che l'altro non aspetta,
E a tutti gli altri mena anco a traverso;
Ma tanta era la folta maledetta,
Che sol cridando quasi l'han somerso.
Ora ecco un altro, che ha nome Falsetta,
Ingannatore e de ogni vizio pieno:
A fraude e trufferia mai non vien meno.

Costui con Feraguto fie' battaglia,
Non gli stando però molto dapresso,
Ma errando intorno gli dava travaglia,
Fuggendo e ritornando a gioco spesso.
Mal fa chi sì gran pezzo al panno taglia,
Che non sa de cusirlo per espresso;
Credea Falsetta ad arte e con inganni
Tenire il cavallier sempre in affanni.