Ma Rodamonte, che venìa da lato,
A caso riscontrò quel maledetto;
Intra le corne il brando ebbe callato,
E divise la testa e tutto il petto.
Via va cridando quel spirto dannato,
Ma dove andasse, io non so per effetto,
E Rodamonte dà tra quei malvasi,
Benché ormai pochi al campo sian rimasi.
Fuggiano urlando e stridendo con pianti,
Ché eran spezzati e non potean morire;
E dove prima al bosco eran cotanti,
Ora son pochi, e ciascun vôl fuggire.
A benché Malagise con incanti
Facesse alquanto il campo mantenire,
Pur non gli puote ritenere al fine,
Che irno in profondo alle anime tapine.
Esso, veggendo il fatto andar sì male,
A fuggir cominciò con Vivïano;
Ma tal fuggire ad essi poco vale:
Feraguto gli segue per il piano
Sopra a un destrier che par che metta l'ale,
E in somma ambi li prese a mano a mano,
Benché pur ferno alquanto de diffesa;
Ma Rodamonte gionse alla contesa.
Ed ambi gli legarno in su un ronzone,
E verso Montealbano andarno via,
Per presentarli al re Marsilïone.
Segnori e grazïosa compagnia,
Io voglio mo finire il mio sermone,
Seguendo poi con bella diceria
La istoria cominciata e la gran guerra:
Dio vi contenti in celo e prima in terra.
Canto ventesimoterzo
Quella battaglia orribile e infernale
Che io ve ho contata, e piena di spavento,
Me piacque sì che, s'io non dico male,
Mirarla in fatto avria molto talento,
Sol per veder se il demonio è cotale
E tanto sozzo come egli è dipento,
Ché non è sempre a un modo in ogni loco:
Qua maggior corne, e là più coda un poco.
Sia come vôle, io ne ho poca paura,
Ché solo a' tristi e a' desperati nôce,
E men fatica ancor più me assicura,
Ché io so ben fare il segno de la croce.
Or via lasciamolo in la mala ventura
Nel fuoco eterno che il tormenta e coce,
Ed io ritorno a dilettarvi alquanto
Ove io lasciai l'istoria a l'altro canto.
Andando Feraguto a Montealbano
E Rodamonte, come io ve contai,
Che preso ha Malagise e Vivïano,
Via caminando non restarno mai,
Sin che trovâr lo esercito pagano,
Che avea gran nobiltate e gente assai;
Re, duci, cavallier, marchesi e conti
Coperti di trabacche han piani e monti.
Feraguto andò avanti al re Marsilio,
E conta in breve, stando ingenocchiato,
Sì come a Malagise diè di piglio,
E Rodamonte assai gli ebbe lodato.
Il re, che più l'amava assai che figlio,
Oltra meza ora lo tenne abracciato,
Baciandolo più volte, e per suo amore
A Rodamonte fece un grande onore.
Balugante era in campo e Falcirone,
Fratei del re, con molta baronia,
L'un de Castiglia e l'altro di Leone,
E Maradasso, il re de Andologia,
E il re di Calatrava, Sinagone,
Grandonio di Volterna in compagnia,
Qual dapoi mise e Cristïani al fondo
(Sopra a Moroco regna il furibondo);