Là mi toccai; ed ella, come nacque,
Sotto la poppa avea quel segno nero;
Né mai per medicine o forza de acque
Se puotè via levare, a dire il vero. -
Or Brandimarte, sì come ella tacque,
Cominciò poi la istoria, il cavalliero;
A parte a parte il fatto gli divisa,
Sì come sua filiola è Fiordelisa.

E fatto gli altri tuor di quel cospetto,
Però che Fiordelisa avia vergogna,
La fece avanti a loro aprire il petto,
Onde più prova ormai non vi bisogna.
Perodia e Dolistone han tal diletto
Qual have il pregionier, quando si sogna
La notte esser impeso e la dimane
Poi viene assolto e in libertà rimane.

Ciascuno ha pien di lacrime la faccia.
Piangendo gli altri ancor di tenerezza,
La matre lei e lei la matre abraccia:
Ogniuna di basarse ha maggior frezza.
A Fugiforca fu fatta la graccia,
Pregando ogniom per lui nella allegrezza;
Cridi e lieti romori a gran divizia,
Campane e trombe suonan di letizia.

Poi furno queste cose divulgate
Fuor nella terra e per tutto il paese,
E con trïonfo le noce ordinate
Con real festa a ciascadun palese,
E le due damigelle fôr sposate,
Ché Fiordelisa Brandimarte prese,
E Teodor si prese Doristella;
Non so se alcun trovò la sua polcella.

Ché tanto poche ne vanno a marito,
Che meglio un corvo bianco se dimostra;
Ma queste due, sì come aveti odito,
Eran pur state avanti a questo in giostra.
Usavasi a quel tempo a tal partito,
Ora altrimente nella etade nostra,
Ché ciascuna perfetta si ritrova;
E chi nol crede, lui cerchi la prova.

Ora queste due dame che io ve dico
Catolice ènno entrambe e cristïane,
E Macone avean tolto per nimico
E le sue legge scelerate e vane;
Onde ne andarno dal suo patre antico,
E sì con prieghi e con parole umane
Se adoperarno, per la Dio mercede,
Che lo tornarno alla perfetta fede.

Dapoi la matre con minor fatica
Ridussero anco a sua credenza santa;
E la corte da poscia a tal rubrica
Se attenne e la citate tutta quanta;
E, senza che di questo più vi dica,
La grazia de le dame fu cotanta,
Che de i monti d'Armenia alla marina
Corse ciascuno alla legge divina.

Ora de ricontar non è mestiero
La festa, che ogni dì cresce maggiore;
Qua se fa giostra, e là fassi torniero,
Altrove è suono e danza con amore;
Ma pur sta Brandimarte in gran pensiero,
Né se può il conte Orlando trar del core.
In fine un giorno la sua opinïone
Fie' manifesta in tutto a Dolistone,

Mostrando quasi aver fermato il chiodo
Che in ogni forma Orlando vôl seguire.
Diceva Dolistone: - Io non te lodo
Per questo tempo adesso il dipartire;
Ma, se pur de lo andare ad ogni modo
Sei destinato, non so più che dire,
Né di ciò la cagion più te dimando,
Il gire e il star serà nel tuo comando. -

Una galea dapoi fu apparecchiata
Di molte che ne avea quel barbasoro;
Questa era la reale e meglio armata,
Che avea la poppa tutta missa ad oro.
Brandimarte e sua dama e più brigata
Là se allogarno, con molto tesoro
Qual Perodia ha donato alla sua figlia,
Rubin, smeraldi e perle a meraviglia;