A voi, legiadri amanti e damigelle,
Che dentro ai cor gentili aveti amore,
Son scritte queste istorie tanto belle
Di cortesia fiorite e di valore;
Ciò non ascoltan queste anime felle,
Che fan guerra per sdegno e per furore.
Adio, amanti e dame pellegrine:
A vostro onor di questo libro è il fine.

Libro terzo

Canto primo

Come più dolce a' naviganti pare,
Poi che fortuna li ha battuti intorno,
Veder l'onda tranquilla e queto il mare,
L'aria serena e il cel di stelle adorno;
E come il peregrin nel caminare
Se allegra al vago piano al novo giorno,
Essendo fuori uscito alla sicura
De l'aspro monte per la notte oscura;

Così, dapoi che la infernal tempesta
De la guerra spietata è dipartita,
Poi che tornato è il mondo in zoia e in festa
E questa corte più che mai fiorita,
Farò con più diletto manifesta
La bella istoria che ho gran tempo ordita:
Venite ad ascoltare in cortesia,
Segnori e dame e bella baronia.

Le gran battaglie e il trïomfale onore
Vi contarò di Carlo, re di Franza,
E le prodezze fatte per amore
Dal conte Orlando, e sua strema possanza;
Come Rugier, che fu nel mondo un fiore,
Fosse tradito; e Gano di Maganza,
Pien de ogni fellonia, pien de ogni fele,
Lo uccise a torto, il perfido crudele.

E seguirovi, sì come io suoliva,
Strane aventure e battaglie amorose,
Quando virtute al bon tempo fioriva
Tra cavallieri e dame grazïose,
Facendo prove in boschi ed ogni riva,
Come Turpino al suo libro ce espose.
Ciò vo' seguire, e sol chiedo di graccia
Che con diletto lo ascoltar vi piaccia.

Nel tempo che il re Carlo de Pipino
Mantenne in Franza stato alto e giocondo,
Uscì di Tramontana un Saracino,
Che pose quasi lo universo al fondo;
Né dove il sol se leva a matutino,
Né dove calla, né per tutto il mondo,
Fo mai trovato in terra un cavalliero
Di lui più franco e più gagliardo e fiero.

Mandricardo appellato era il Pagano,
Qual tanta forza e tale ardire avia,
Che mai non vestì l'arme il più soprano,
Ed era imperator di Tartaria;
Ma fo tanto superbo ed inumano
Che sopra alcun non volse segnoria,
Che non fosse in battaglia esperto e forte:
A tutti gli altri facea dar la morte.

Onde fo il regno tutto disertato,
Abandonò ciascuno il suo paese.
Ora trovosse un vecchio disperato,
Qual, non sapendo fare altre diffese,
Passando avanti al re preso e legato
Con alti cridi a terra se distese,
Facendo sì diverso lamentare
Che ogni om trasse intorno ad ascoltare.