Se vi racorda, e' fu quando il torniero
Se fece sotto al monte di Carena.
Scordato a voi debbe esser de legiero,
Ché io che lo scrissi, lo ramento apena.
Ora, tornando Barigano il fiero,
Sopra a Rugiero un colpo a due man mena;
Sopra la testa a lui mena a due mano,
E ben credette di mandarlo al piano.
Ma il giovanetto, che ha soperchia possa,
Non se mosse per questo dello arcione;
Anci, adirato per quella percossa,
Tornò più fiero, a guisa di leone.
Già Bradamante alquanto era rimossa
Larga da loro; e, stracciato un pennone
Di certa lancia rotta alla foresta,
Con fretta avea legata a sé la testa.
L'elmo alacciato e posta la barbuta,
Tornò alla zuffa con la spada in mano.
La ardita dama aponto era venuta
Quando a Rugier percosse Barigano.
Lei speronando de arivar se aiuta,
E gionse un colpo a quel falso pagano;
Non par che piastra, o scudo, o maglia vaglia:
A un tratto tutte le sbaraglia e taglia.
Rugiero aponto si era rivoltato
Per vendicar lo oltraggio ricevuto,
E vidde il colpo tanto smisurato,
Che de una dama non l'avria creduto.
Barigano in duo pezzi era nel prato,
Né a tempo furno gli altri a darli aiuto,
A benché incontinente e destrier ponsero;
Ma, come io dico, a tempo non vi gionsero.
Onde adirati, per farne vendetta
Contra alla dama tutti se adricciarno.
Rugier de un salto in mezo a lor se getta
Per dipartir la zuffa, a benché indarno;
Non val che parli, o che in mezo se metta,
E Martasino e Pinador cridarno:
- Tu te farai, Rugier, qua poco onore:
Contra Agramante èi fatto traditore. -
Come quella parola e oltraggio intese
Il giovanetto, non trovava loco,
E sì nel core e nel viso se accese,
Che sfavillava gli occhi come un foco;
E messe un crido: - Gente discortese,
Lo esser cotanti vi giovarà poco.
Traditor sete voi; io non sono esso,
E mostrarò la prova adesso adesso. -
Tra le parole il giovane adirato
Urta il destriero adosso a Pinadoro.
Or vedereti il campo insanguinato,
E de duo cori arditi il bel lavoro.
Chi gli assalta davanti e chi da lato,
Ché molta gente avean seco coloro;
Dico gli cinque re, de che io contai,
Avean con seco gente armata assai.
De' suoi scuderi in tutto da cinquanta
Avean seco costoro in compagnia.
El resto di sua gente, ch'è cotanta,
Era rimaso adietro per la via;
Ma se qui ancora fosse tutta quanta,
Già Bradamante non ne temeria;
Mostrar vôle a Rugier che cotanto ama,
Che sua prodezza è assai più che la fama.
Né già Rugiero avia voglia minore
Di far vedere a quella damigella
Se ponto avea di possa o di valore,
E lampeggiava al cor come una stella.
Ragione, animo ardito e insieme amore
L'un più che l'altro dentro lo martella;
E la dama, ferita a tanto torto,
L'avrebbe ad ira mosso essendo morto.
Dunque adirato, come io dissi avante,
Se adriccia a Pinadoro il paladino;
Né più lenta se mosse Bradamante,
Che fuor de gli altri ha scorto Martasino.
Ma questo canto non serìa bastante
Per dir ciò che fu fatto in quel confino,
Onde io riservo al resto il fatto tutto,
Se Dio ce dona, come suole, aiutto.