Ma fusse o per quel populo devoto
Che in Parigi pregava con lamento,
O per altro destino al mondo ignoto,
Ne l'aria se levò tempesta e vento,
E sopra al campo sorse un terremoto,
Dal qual tremava tutto il tenimento;
Terribil pioggia e nebbia orrenda e scura
Ripieno aveano il mondo di paura.
E già chinava il giorno ver la sera,
Che più facea la cosa paventosa;
Di qua, di là se ritrasse ogni schiera,
E mancò la battaglia tenebrosa.
Ma Turpin lascia qua la istoria vera,
Che in questi versi ho tratto di sua prosa,
E torna a ragionar di Bradamante,
De la qual vi lasciai poco davante,
Quando ella occise al campo Daniforte,
Quello avisato e falso saracino
Che a tradimento la feritte a morte:
Ma lui perse la vita, essa il camino,
Ché era la notte ombrosa e scura forte.
Lei sempre via passò sera e matino
Per quel deserto inospite e selvaggio,
Ove atrovò nel mezo un romitaggio.
E gran bisogno avendo di riposo,
Per molto sangue che perduto avia,
E per il camin lungo e faticoso,
Smontava a terra e alla porta battia;
E quel romito, che stava nascoso,
Signosse il viso e disse: - Ave Maria!
Chi condotto ha costui? O che miracolo
Fa che omo arivi al povero abitacolo? -
- Io sono un cavallier, - disse la dama -
Ch'ier me smaritti in questa selva oscura,
Ed ho de riposar bisogno e brama,
Ché son ferito e stracco oltra misura. -
Rispose quel romito: - In questa lama
Mai non discese umana creatura;
Da sessanta anni in qua che vi son stato,
Non vidi una sol volta uno omo nato.
Ma spesse fiate il demonio me appare,
In tante forme ch'io non saprei dirti,
E poco avante io presi a dubitare
Che fosti quello, e stei per non aprirti.
Questa matina qua viddi passare
Una barchetta carica de spirti,
Che ne andava per l'aria alla seconda
Battendo e remi come fusse in onda.
Colui che stava in poppa per nocchiero,
Mi disse: "Fratacchione, al tuo dispetto
Partito è già di Francia il bon Rugiero,
Qual serìa stato un cristïan perfetto.
Tolto lo abbiamo dal dritto sentiero,
Ché vòlto avria le spalle a Macometto;
Ma di sua legge ormai non credo che esca,
Ed hollo detto acciò che ti rincresca."
Passò la barca, poi che ebbe parlato
Quel tristo spirto, e più non fu veduta;
Ed io rimasi assai disconsolato,
Pensando che era l'anima perduta
Di quel baron, che morirà dannato,
Se Dio per sua pietate non lo aiuta,
O se persona non li mette in core
Di batezarse e uscir di tanto errore. -
Quando queste parole udì la dama,
Tutta se accese in viso come un foco;
Pensando al cavallier che cotanto ama,
Nella sua mente non ritrova loco;
E sì desia di rivederlo e brama,
Che cura di riposo o nulla, o poco,
A benché quel romito assai la invita
A medicarse, perché era ferita.
E tanto ben la seppe confortare,
Che pur al fine ella pigliò lo invito;
Ma, volendoli il capo medicare,
Vide la trezza e fo tutto smarito.
Battese il petto e non sa che si fare,
- Tapino me, - dicendo - io son perito!
Questo è il demonio, certo (il vedo a l'orma),
Che per tentarmi ha preso questa forma. -