- Forse per fama avrai sentito dire, -
Dicea la vecchia - la crudele usanza
Che questa rocca ha preso a mantenire.
Ora nel tempo che a viver te avanza,
Poi che a diman s'indugia il tuo morire,
(Ché già de vita non aver speranza),
In questo tempo ti voglio contare
Qual cagion fece la usanza ordinare.

Un cavallier di possanza infinita
Di questa rocca un tempo fu segnore.
Vita tenea magnifica e fiorita,
Ad ogni forastier faceva onore;
Ciascun che passa per la strada invita,
Cavallier, dame e gente di valore.
Avea costui per moglie una donzella,
Che altra al mondo mai fu tanto bella.

Quel cavalliero avea nome Grifone;
Questa rocca Altaripa era chiamata,
E la sua dama Stella, per ragione,
Ché ben parea del celo esser levata.
Era di maggio alla bella stagione;
Andava il cavalliero alcuna fiata
A quella selva che è in su la marina,
Dove giungesti tu in questa mattina.

E passar per lo bosco ebbe sentito
Un altro cavallier, che a caccia andava.
Sì come a tutti, fie' il cortese invito,
Ed alla rocca qua suso il menava.
Fu quest'altro ch'io dico, mio marito:
Marchino, il sir de Aronda, se chiamava.
Lui fu menato dentro a questa stanza,
Ed onorato assai, come era usanza.

Or, come volse la disaventura,
Gli occhi alla bella Stella ebbe voltato,
E fo preso de amore oltra misura,
E seco pensò il viso delicato
Di quella mansueta creatura;
In summa, è dentro il cor tanto infiammato,
Ch'altro nol stringe, né d'altro ha pensiero,
Se non di tuor la donna al cavalliero.

Da questa rocca si parte fellone;
Torna cambiato in viso a meraviglia:
Altro che lui non sapea la cagione.
Parte da Aronda con la sua famiglia;
Porta le insegne seco di Grifone,
E di persona alquanto il rasomiglia.
E soi compagni nel bosco nascose,
Le insegne e l'arme pur con essi pose.

Lui, come a caccia, tutto disarmato
Va per la selva, e forte suona un corno;
Il cortese Grifon l'ebbe ascoltato,
Ch'era nel bosco ancora lui quel giorno.
In quella parte presto ne fu andato:
Marchino il falso si guardava intorno,
E, come non avesse alcun veduto,
Forte diceva: "Io l'averò perduto."

Poi ver Grifon se ne vene a voltare.
Come il vedesse allor primeramente,
Diceva: "Io vengo un mio cane a cercare,
Ma in questo loco non so andar nïente."
Or vanno insieme, e vengon a rivare
Ove Marchino ha nascoso la gente;
E, per venir più presto al compimento,
Occiserlo costoro a tradimento.

Con la sua insegna la rocca pigliaro,
Né dentro vi lasciâr persona viva;
Fanciulli e vecchi, senza alcun riparo,
Ed ogni dama fu de vita priva.
La bella Stella qua dentro trovaro,
Che la sventura sua forte piangiva.
Molte carezze li facea Marchino:
Mai non se piega quel cor pellegrino.

Ella pensava lo oltraggio spietato
Che li avea fatto il falso traditore,
E Grifon, che da lei fu tanto amato,
Sempre li stava notte e dì nel core;
Né altro desia che averlo vendicato,
Né trova qual partito sia il megliore.
Infin li offerse il suo voler crudele
Quello animal che al mondo è di più fele.