Lui d'altra parte sta fermo e securo,
E tutta quella gente solo aspetta,
Come una rocca cinta de alto muro;
Sopra Baiardo a gran fatti se assetta.
Per la polvere il celo è fatto scuro,
Che move quella gente maledetta;
Quattro vengono avanti: Saritrone,
Radamanto, Agricane e Pandragone.

Or Saritrone fu il primo incontrato,
E verso il cel rivolse ambe le piante;
Ma Radamanto da il dritto costato
Percosse il duca; e quasi in quello instante
Agricane il ferì da l'altro lato;
E nella fronte de l'elmo davante
Pur in quel tempo il gionse Pandragone:
Questi tre colpi lo levâr d'arcione.

E tramortito in terra se distese,
Per tre gran colpi che avea ricevuti.
Radamanto è smontato, e lui lo prese,
Benché sian l'altri quivi ancor venuti.
Vero è che Astolfo non fece diffese,
Ché era stordito, e non vi è chi lo aiuti.
Ebbe Agricane assai meglior riguardo,
Ché lasciò Astolfo, e guadagnò Baiardo.

Io non so dir, segnor, se quel destriero,
Per aver perso il suo primo patrone,
Non era tra' Pagan più tanto fiero;
O che lo essere in strana regïone
Gli tolse del fuggire ogni pensiero;
Ma prender se lasciò come un castrone:
Senza contesa il potente Agricane
Ebbe il caval fatato in le sue mane.

Or preso è Astolfo e perduto Baiardo
E il ricco arnese e la lancia dorata;
In Albraca non è baron gagliardo
Che ardisca uscir di quella alcuna fiata.
Sopra le mura stan con gran riguardo,
Col ponte alciato e la porta serrata;
E mentre che così stanno a guardare,
Vedeno un giorno gran gente arivare.

Se volete saper che gente sia
Questa che gionge con tanto romore,
Questo è quel gran segnor di Circasia,
Re Sacripante, lo animoso core;
Ed ha seco infinita compagnia:
Sette re sono, ed uno imperatore,
Che vengon la donzella ad aiutare;
Il nome de ciascun vi vo' contare.

Il primo che è davanti, è cristïano,
Benché macchiato è forte de eresia:
Re de Ermenia, ed ha nome Varano,
Che è de ardir pieno e d'alta vigoria.
Sotto sua insegna trenta millia vano,
Che tutti al saettare han maestria:
E l'altro, che ha la schiera sua seconda,
È l'alto imperator de Tribisonda,

Ed è per nome Brunaldo chiamato:
Vintisei millia ha di fiorita gente.
Il terzo è di Roase incoronato,
Che ha nome Ungiano, ed è molto possente:
Cinquanta millia è il suo popul armato.
Poi son duo re, ciascuno è più valente:
Ogniom di loro ha molta signoria,
L'un tien la Media, e l'altro la Turchia.

Quel de la Media ha nome Savarone:
Torindo il Turco per nome si spande.
Questo ha quaranta millia di persone,
E il primo trentasei dalle sue bande.
Odito hai nominar la regïone
Di Babilonia, e Baldaca la grande:
Di quella gente è venuto il segnore,
Re Trufaldino, il falso traditore.

E le sue gente mena tutte quante,
Che son ben cento millia, in una schiera.
Re di Damasco, schiatta di gigante,
Ne ha vinti millia sotto sua bandiera.
Bordacco ha nome; e segue Sacripante,
Re de' Cercassi, quella anima fiera,
Di corpo forte, de animo prudente;
Ottanta millia è tutta la sua gente.