Sopra de un sasso terribile e duro,
Un miglio ad alto, per stretto sentiero,
Se perveniva al smisurato muro;
Né a questo s'apressava di leggiero,
Perché un profondo fosso e largo e scuro
Volge il castello intorno tutto intiero;
Ciascuna porta ove dentro si vane,
Ha di tre torre fuora un barbacane.
Con incredibil cura si guardava
Questa fortezza de il franco Orrisello;
Lui temea Trufaldin che lo odïava,
E fatto ha già più assalti a quel castello,
E con vergogna sempre ritornava.
Or sapeva quel re de ogni altro fello
Che la sorella del conte, Albarosa,
Polindo amava sopra ogni altra cosa.
Polindo il cavallier è nominato,
Albarosa la dama delicata,
Quella de che aggio sopra ragionato
Che amava tanto, ed era tanto amata.
Ora quel cavalliero inamorato
Andava alla ventura alcuna fiata,
Cercando e regni per ogni confino:
In corte si trovò di Trufaldino.
Era quel re malvaggio e traditore,
Ciascuna cosa sapea simulare:
A Polindo faceva molto onore,
Con gran proferte e cortese parlare;
E prometteli aiuto e gran favore,
Quando Albarosa voglia conquistare.
Diversa cosa è lo amor veramente!
Teme ciascuno, e crede ad ogni gente.
Chi altri mai che Polindo avria creduto
A quel malvaggio mancator di fede,
Che così da ciascuno era tenuto?
Il cavallier nol stima e ciò non crede;
Anci di avere il proferito aiuto
Sempre procaccia, e mai l'ora non vede
Che Albarosa la bella tenga in braccio;
E de altra cosa non se dona impaccio.
Poi che la dama fu tentata in vano
Che dentro dalla rocca toglia gente,
A Polindo promette e giura in mano
Una notte partirse quietamente,
Al piè del sasso scender gioso al piano,
Ed esserli in sua vita obedïente,
Andar con lui, e far tutte sue voglie:
Esso promette a lei tuorla per moglie.
L'ordine dato se pone ad effetto.
Avea già Trufaldin prima donata
A Polindo una rocca da diletto,
Longe a Montefalcone una giornata.
Qui dentro intrarno senza altro rispetto
Quel cavalliero e la giovene amata.
Cenando insieme con gran festa e riso,
Eccoti Trufaldin quivi improviso.
Vaga fortuna, mobile ed incerta,
Che alcun diletto non lascia durare!
Sotto la terra è una strata coperta,
Per quella nella rocca se può andare.
Avea il malvaggio questa cosa esperta,
Perciò li volse la rocca donare.
Così cenando, e doi de amore accesi
Fuor de improvviso crudelmente presi.
Polindo di parlar già non ardiva,
Per non far seco la dama perire;
Ma di grande ira e rabbia se moriva,
Ché non può a Trufaldin sua voglia dire.
Quel re comanda alla dama che scriva
Al suo german che a lei debba venire,
Fingendo che Polindo l'ha menata
Dentro a una selva grande e smisurata;
E quivi a forza rinchiusa la tene,
Sotto la guarda di tre suoi famigli;
Ma se lui quivi secreto ne viene,
Vôl che Polindo e quelli insieme pigli;
Che le cagion diragli intiere e piene
Di sua partita, e non se meravigli;
Che poi lo chiarirà che il suo camino
Campato ha lui di man di Trufaldino.