Nulla ne cura quel re valoroso,
Ma con molta roina è rivoltato;
Mena a due mane il brando sanguinoso.
Questo novo trapel che ora è arivato,
Era un forte barone ed animoso,
Torindo il Turco, che era ritornato
Con molta di sua gente in compagnia;
Per altre parte gionse a questa via.
Quel tartaro ne' Turchi urta Baiardo,
Getta per terra tutta quella gente;
Ora ecco Sacripante, il re gagliardo,
Che l'ha seguito continüamente.
Tanto non è legier cervo ni pardo,
Quanto è quel re circasso veramente;
Non vale ad Agrican sua forza viva,
Tanta è la gente che adosso gli ariva.
Già son le bocche delle strate prese,
Chiuse con travi, ed ogni altra serraglia;
Le schiere dalle mure son discese,
E corre ciascaduno alla battaglia:
Non vi rimase alcuno alle diffese.
Or quei del campo, quella gran canaglia,
Chi per le mure intrò, chi per le porte,
Tutti cridando: - Alla morte! alla morte! -
Onde fu forza a l'aspro Sacripante
Ed a Torindo alla rocca venire;
Angelica già dentro era davante,
E Trufaldin, che fo il primo a fuggire.
Morte son le sue gente tutte quante;
La grande occisïon non se può dire:
Morto è Varano, e prima Savarone,
Re della Media, franco campione.
Morirno questi fora delle porte,
Dove la gran battaglia fo nel piano.
Brunaldo ebbe sua fine in altra sorte:
Radamanto lo occise de sua mano.
Quel Radamanto ancor diede la morte
Dentro alle mura al valoroso Ungiano;
Tutta la gente di sua compagnia
Fo il giorno occisa alla battaglia ria.
E tutta la citate hanno già presa:
Mai non fu vista tal compassïone.
La bella terra da ogni parte è incesa,
E sono occise tutte le persone;
Sol la rocca di sopra se è diffesa
Ne l'alto sasso, dentro dal zirone:
Tutte le case in ciascuno altro loco
Vanno a roina, e son piene di foco.
La damisella non sa che si fare,
Poi che è condotta a così fatto scorno;
In quella rocca non è che mangiare,
Apena evi vivande per un giorno.
Chi l'avesse veduta lamentare
E battersi con man lo viso adorno,
Uno aspro cor di fiera o di dragone
Seco avria pianto di compassïone.
Dentro alla rocca son tre re salvati
Con la donzella, e trenta altre persone,
Per la più parte a morte vulnerati.
La rocca è forte fora di ragione,
Onde tra lor se son deliberati
Che ciascuno occidesse il suo ronzone,
E far contra de' Tartari contesa,
Sin che Dio li mandasse altra diffesa.
Angelica dapoi prese partito
Di ricercare in questo tempo aiuto;
Lo annel meraviglioso aveva in dito,
Che chi l'ha in bocca, mai non è veduto.
Il sol sotto la terra ne era gito,
E il bel lume del giorno era perduto:
Torindo e Trufaldino e Sacripante
La damisella a sé chiama davante.
A lor promette sopra alla sua fede
In vinti giorni dentro ritornare,
E tutti insieme e ciascadun richiede
Che sua fortezza vogliano guardare;
Che forse avrà Macon di lor mercede,
Perché essa andava aiuto a ricercare
Ad ogni re del mondo, a ogni possanza,
Ed ottenerlo avia molta speranza.