— No, no, — proseguì concitato il giovane, — non quell'eterna indulgenza! Scommetto che, a momenti, uscirà a parlarmi della mamma e a dirmi che le ha scritto per darle nuove dei miei buoni diporti.
Elisa aveva una gran voglia di ridere, ma una irritazione, qualunque ne fosse la causa, era visibile in lui e un istinto tutto femminile le fece intuire ch'era meglio non contraddire quel fanciullo.
— Verrete domani a pranzo da me? — gli chiese dolcemente.
— Ha gente? — ribattè Roberto, raddolcendo a un tratto la voce e lo sguardo.
— No. Cioè.... potrei.
— Mi fa questo santo piacere di non invitar nessuno? Allora... sì. Ma badi, non voglio tradimenti.
— No — diss'ella, tentando ancora di ritirare la sua mano.
Roberto la tratteneva, ridendo, ed ella picchiava la mano di lui colla punta del grande ventaglio bianco, ridendo anch'ella d'un piccolo riso tra spensierato e nervoso.
A un tratto, alzando gli occhi, si accorsero che avevano vicina la padrona di casa.
Ginevra era vestita semplicemente quella sera, colla semplicità richiesta dalla sua qualità di padrona di casa.