Quei due si separarono. Con un colpo difensivo, bene assestato, Roberto aveva respinto l'aggressore. Si guardavano ora frementi, pallidi, consci della gravità dell'accaduto.

— In nome di Dio, — sclamò Sacha frettolosamente... — non è questo il luogo. Una signora... la Duchessa...

Luciano Carisi era livido.

— Chiunque, al mio posto, avrebbe fatto così... Sono stato insultato... atrocemente.

— E io sono stato aggredito da un...

— Per carità... — interruppe Sacha — non uno scandalo... vien gente.

Infatti, l'onda dei reduci dal valzer si faceva sentire sempre più vicina, stava per invadere il salotto.

Quei due compresero. Compresero lo spavento col quale si dibatteva la contessa Elisa.

— Allora, a domani! — disse Carisi con subita calma e rivolgendosi a Roberto.

— A domani! — rispose questi con fredda alterigia.