— Consigliatevi con Geri Serristano... Non mettete di mezzo Neri Speroni. Siate calmo, ve ne scongiuro... Per... per vostra madre!

— Non dubiti, Contessa. Voglio farle vedere che non sono ciò ch'ella mi ha creduto ier l'altro... poc'anzi; che non sono un ragazzo. E allora... forse...

Tacque. Erano nella sala del buffet, splendidamente fornito e davanti al quale facevano sosta innumeri gruppi di convitati, fra i quali serpeggiava la Duchessa, col suo occhio di lince, accorta di tutti e di tutto. Uno spazio della sala era ingombro di tavolini, attorno ai quali sedevano le signore in attesa dei cavalieri che avrebbero conquistato per esse e per loro stessi il materiale della cena da farsi in comune, in un crocchio omogeneo. Il duca d'Accorsi si fe' presso ad Elisa.

— Contessa, desidera?... Consumé... Bordeaux?...

Ella stava per ricusare, quando le parve a un tratto di sentire che le venivano meno le forze sotto l'urto dell'interna emozione. Rispose affermativamente e mentre il padrone di casa si accostava al banco, ella disse a Roberto: — Lasciatemi ora. Laggiù c'è Serristano; andate a parlargli.

Il Duca tornava col consumé, ch'ella accettò e sorbì col sentimento di dover essere forte ad ogni costo. E mentre tentava di rispondere alle laconiche osservazioni del Duca, seguiva collo sguardo quasi ipnotizzato Roberto, il quale aveva raggiunto Geri Serristano e attendeva per parlargli che avesse finito di servire la sua dama.

Quasi simultaneamente vide Sacha farsi presso alla Duchessa e bisbigliarle qualcosa all'orecchio. La Duchessa aveva fortemente aggrottate le ciglia.

Alla Contessa pareva ora di vivere come in uno stato d'allucinazione. La grande luce della sala, l'acciottolìo dei piatti, il tramestìo dei domestici, il brusìo delle voci, le risate, gli appelli alla cena, il gorgoglìo dei vini zampillanti nei bicchieri, tutto quel caleidoscopio di toilettes femminili, a cui s'alternava il nero o il rosso delle giubbe mascoline, parevano determinare in lei la sensazione di una vertigine.

S'allontanò, lasciando libero il suo tavolino, subito invaso da un crocchio giovanile... Alcuni dei suoi fedeli vennero ad incontrarla, ed ella si vide costretta a farsi presente a sè stessa, mentre una intollerabile angoscia pareva volerle spezzare il cuore.

La Duchessa passò rapida, senza vederla, seguita da Sacha, che le parlava vivamente. Ella udì solo una parola di lei, concitata: — Non voglio... non voglio!