Il segreto trapelava. Una indiscrezione, forse, qualche parola detta a voce non abbastanza sommessa.

Non si sapeva. Cosa? Perchè?... Non bisognava dire... Le signore non dovevano sapere.

— C'era di mezzo una signora... Chi? La contessa Serramonti.

— No... Impossibile! Lei! Come?... A cagione di cosa?... Ma per lei... proprio per lei?

Il sussurro si diffondeva e la curiosità s'era fatta cocente.

Ma la gioventù danzava e la flirtation alata non ristava. Roberto si era eclissato e Luciano Carisi stava facendo le sue scuse alla sua fidanzata per un malessere che lo obbligava a ritirarsi in casa. Sacha, a cui il medico proibiva di ballare e di fumare, si era fatto centro di un circolo di mamme ancor giovani, coll'incarico di impedir loro di richiamar le figliuole che danzavano e la celia era inesauribile in quel crocchio. La contessa Elisa attese sino all'ora in cui aveva ordinata la sua carrozza. Allora soltanto prese congedo, resistendo alle pressanti istanze della Duchessa. Quando questa si fu convinta che l'ospite voleva assolutamente partire, l'accompagnò sino alla anticamera assieme al Principe di Cannera, il quale doveva scortare Elisa sino alla carrozza. Mentre il vecchio gentiluomo si era allontanato per mettere il soprabito, Ginevra chinò rapidamente la sua bocca di serpente a livello dell'orecchio di Elisa.

— Coraggio! — le fischiò sommessamente. — Non tema di nulla.

Si ritrasse subito, con un sorriso amabile ed assestò meglio la pelliccia bianca al collo di Elisa. — Non pigli freddo, cara Contessa... Sono contenta che si divertano. Ora comincia il cotillon... A rivederci presto, nevvero?

S'involò mentre l'orchestra preludiava il cotillon, la danza che riesciva sempre così splendidamente in casa d'Accorsi. E affranta, pallida, colpita da un turbamento che ella non definiva e che pareva sconvolgere tutto quanto l'esser suo, Elisa scendeva le scale lentamente al braccio del Principe di Cannera, ascoltando gli elogi che il vecchio gentiluomo prodigava ai padroni di casa... Ma quella Duchessa poi... quella Duchessa... nevvero?

— Sì — disse quietamente Elisa.